News

20 Mag 2021

TARI e azienda: Novità introdotte dal D.lgs116/2020

Per effetto delle modifiche introdotte dal DLgs 116/2020 al DLgs 152/06 (TUA), a partire dal 1 Gennaio 2021 viene meno la possibilità da parte dei Comuni, con propri Regolamenti, di assimilare per qualità e quantità i rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani.

A partire dal 1 Gennaio 2021 si applica in modo uniforme su tutto il territorio nazionale la definizione di rifiuti urbani di cui all’art. 183, comma 1, lettera b-ter) del DLgs 152/06 e sono pertanto superate le precedenti diciture di “rifiuti assimilati”.

Anche le utenze non domestiche possono produrre rifiuti che rientrano nella definizione degli urbani.

In particolare, sono rifiuti urbani quelli elencati nell’allegato L-quater provenienti da una o più delle attività NON domestiche elencate nell’allegato L-quinquies del DLgs 152/06 – Parte IV come di seguito riportati.

ALLEGATO L-QUATER 
Elenco dei rifiuti di cui all’articolo 183, comma 1, lettera b-ter), punto 2).

FRAZIONE DESCRIZIONE EER
RIFIUTI ORGANICI Rifiuti biodegradabili di cucine e mense 200108
Rifiuti biodegradabili 200201
Rifiuti dei mercati 200302
CARTA E CARTONE Imballaggi in carta e cartone 150101
Carta e cartone 200101
PLASTICA Imballaggi in plastica 150102
Plastica 200139
LEGNO Imballaggi in legno 150103
Legno, diverso da quello di cui alla voce 200137* 200138
METALLO Imballaggi metallici 150104
Metallo 200140
IMBALLAGGI COMPOSITI Imballaggi materiali compositi 150105
MULTIMATERIALE Imballaggi in materiali misti 150106
VETRO Imballaggi in vetro 150107
Vetro 200102
TESSILE Imballaggi in materia tessile 150109
Abbigliamento 200110
Prodotti tessili 200111
TONER Toner per stampa esauriti diversi da quelli di cui alla voce 080317* 080318
INGOMBRANTI Rifiuti ingombranti 200307
VERNICI, INCHIOSTRI, ADESIVI E RESINE Vernici, inchiostri, adesivi e resine diversi da quelli di cui alla voce 200127 200128
DETERGENTI Detergenti diversi da quelli di cui alla voce 200129* 200130
ALTRI RIFIUTI Altri rifiuti non biodegradabili 200203
RIFIUTI URBANI INDIFFERENZIATI Rifiuti urbani indifferenziati 200301

Rimangono esclusi i rifiuti derivanti da attività agricole e connesse di cui all’articolo 2135 del codice civile.

ALLEGATO L-QUINQUIES
Elenco attività che producono rifiuti di cui all’articolo 183, comma 1, lettera b-ter), punto 2).

  1. Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto.
  2. Cinematografi e teatri.
  3. Autorimesse e magazzini senza alcuna vendita diretta.
  4. Campeggi, distributori carburanti, impianti sportivi.
  5. Stabilimenti balneari.
  6. Esposizioni, autosaloni.
  7. Alberghi con ristorante.
  8. Alberghi senza ristorante.
  9. Case di cura e riposo.
  10. Ospedali.
  11. Uffici, agenzie, studi professionali.
  12. Banche ed istituti di credito.
  13. Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta, e altri beni durevoli.
  14. Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze.
  15. Negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato.
  16. Banchi di mercato beni durevoli.
  17. Attività artigianali tipo botteghe: parrucchiere, barbiere, estetista.
  18. Attività artigianali tipo botteghe: falegname, idraulico, fabbro, elettricista.
  19. Carrozzeria, autofficina, elettrauto.
  20. Attività artigianali di produzione beni specifici.
  21. Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub.
  22. Mense, birrerie, hamburgerie.
  23. Bar, caffè, pasticceria.
  24. Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari.
  25. Plurilicenze alimentari e/o miste.
  26. Ortofrutta, pescherie fiori e piante, pizza al taglio.
  27. Ipermercati di generi misti.
  28. Banchi di mercato generi alimentari.
  29. Discoteche, night club.

Rimangono escluse le attività agricole e connesse di cui all’articolo 2135 del codice civile.
Attività non elencate, ma ad esse simili per loro natura e per tipologia di rifiuti prodotti, si considerano comprese nel punto a cui sono analoghe.


Con riferimento alle comunicazioni che alcuni Comuni/Gestori del servizio di pubblica raccolta, si riportano di seguito alcune indicazioni relative anche alle modalità di applicazione della TARI.

  • uffici e mense (allegato L-quinquies, p.ti 11 e 22) anche inseriti all’interno di stabilimenti industriali possono produrre rifiuti rientranti nella definizione degli urbani (che potranno quindi essere gestiti nelle modalità previste per tali tipologie, ovvero tramite servizio pubblico).
  • nessuna tipologia di rifiuto proveniente da attività industriali può rientrare nella definizione di rifiuti urbani (e quindi non è possibile avvalersi del servizio pubblico). Ne consegue che sono escluse dalla TARI, sia con riferimento alla quota fissa che alla quota variabile, tutte le superfici dove avviene la lavorazione industriale, compresi i magazzini di materie prime, merci e prodotti finiti.

SCELTA GESTORE PUBBLICO O PRIVATO

Le utenze non domestiche che generano rifiuti urbani possono comunque scegliere se avvalersi del gestore del pubblico servizio o se affidarli a fornitori privati al pari di tutti gli altri rifiuti speciali, per un periodo non inferiore a 5 anni.

La modalità di gestione preferibile deve essere scelta entro il ENTRO IL 31 MAGGIO di ogni anno (rif. Decreto-Legge 22 marzo 2021, n. 41).

L’azienda nel corso dei 5 anni potrà sempre cambiare operatore privato in relazione all’andamento del mercato. Se invece l’azienda intende passare dall’operatore privato al servizio pubblico prima della scadenza dei 5 anni, tale scelta è subordinata ad esplicita richiesta da presentare al Gestore del servizio pubblico che verificherà la propria disponibilità a riprendere l’erogazione del servizio.

I contratti di affidamento del servizio di raccolta a soggetti privati stipulati in data antecedente all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 116/2020 (26/09/2020) continuano ad essere validi, salvo il loro adeguamento alle condizioni specificate dalla normativa.

La mancata comunicazione non comporta sanzioni, ma potrebbe precludere la possibilità di ottenere la completa esenzione dal versamento della componente variabile della tassa a seguito della scelta di avviare al recupero i propri rifiuti urbani servendosi di operatori privati.

GESTORE PUBBLICO

Qualora si scelga di conferire i propri rifiuti urbani al servizio pubblico, la TARI si applica, sia per la quota fissa che variabile, alle superfici produttive di rifiuti urbani (quindi solo alle mense, uffici o locali funzionalmente connessi).

La tassazione è applicata secondo le disposizioni del D.P.R. n. 158 del 1999, limitatamente alle attività simili per natura e tipologia di rifiuti prodotti a quelle indicate nell’allegato L-quinquies alla Parte IV del D. Lgs. n. 152/2006.

GESTORE PRIVATO

Qualora si scelga di conferire i propri rifiuti urbani al di fuori del servizio pubblico, sarà comunque dovuta la quota fissa della TARI e sarà viceversa possibile escludere il versamento della quota variabile solo se si dimostra che i rifiuti urbani sono stati avviati al recupero (compreso anche l’operazione di riciclo di cui all’allegato C della Parte IV del DLgs 152/06) mediante attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l’attività di recupero dei rifiuti stessi.