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20 Giu 2017

Sottoprodotti: arrivano i primi chiarimenti dal Ministero dell’Ambiente

Attraverso una circolare esplicativa, il Ministero dell’Ambiente ha voluto fornire dei chiarimenti sull’applicazione del Decreto Ministeriale 264/2016. Tale Decreto si riferisce ai requisiti per classificare i residui di produzione non come rifiuti, bensì come sottoprodotti. Nella circolare vengono affrontati diversi elementi del Decreto con un taglio molto operativo ed interpretativo.

Chiarimenti sui sottoprodotti: quali indicazioni operative?

Nella circolare 7169/2017 (consultabile qui), come detto sono contenuti diversi chiarimenti sul D.M. 264/2016. Analizziamo brevemente alcune delle indicazioni operative di maggior rilevanza contenute nella Circolare, la quale ribadisce che:

  • Il Decreto è una guida non vincolante per dimostrare i criteri già previsti nel D.Lgs. 152/2006. Ciò significa che rimane intatta la possibilità di utilizzare diversi strumenti e metodi per procedere alla dimostrazione del rispetto di tali criteri;
  • Il Decreto non contiene elenchi di sottoprodotti e di trattamenti considerabili come normali pratiche industriali che possano escludere la necessità di di procedere a valutazioni caso per caso;
  • I requisiti sono da soddisfare in ogni fase di gestione del residuo. Ciò significa che se il residuo è considerato rifiuto, non potrà in una fase successiva essere considerato come sottoprodotto;
  • Ogni soggetto coinvolto nella filiera deve dimostrare il possesso dei requisiti, limitatamente alle proprie disponibilità e conoscenze;
  • La responsabilità della gestione dei residui come rifiuti spetta al soggetto che ne è in possesso immediatamente prima che diventi un rifiuto.

Partendo dunque dal presupposto che i requisiti da soddisfare sono i medesimi contenuti nel D.Lgs. 152/2006., la Circolare procede al loro approfondimento e riesame, al fine di meglio capire cosa possa configurare dei residui come sottoprodotti e non rifiuti. I quattro requisiti previsti dalla normativa sono:

  1. La sostanza è originata da un processo di produzione il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza ma di cui essa è parte integrante;
  2. Deve essere certo l’utilizzo della sostanza nel corso del medesimo processo di produzione oppure in un successivo;
  3. La sostanza deve essere utilizzata senza nessun ulteriore trattamento non riconducibile alla normale pratica aziendale;
  4. L’ulteriore utilizzo deve essere legale. Ciò significa che la sostanza soddisfa i requisiti circa la protezione della salute umana e dell’ambiente.

 

 

 

Grazie al suo staff di tecnici, S.G.I. è in grado di supportare le aziende in tutti gli adempimenti relativi a salute e sicurezza sul lavoro. Per qualsiasi ulteriore informazione sulla gestione dei sottoprodotti e dei rifiuti, il nostro staff è disponibile all’indirizzo mail: info@sistemigestioneintegrata.eu

 

 

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