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29 Mar 2017

Sottoprodotti: come distinguerli dai rifiuti

Sin dal 2009, quando è stato pubblicato il Regolamento (CE) n. 1069 recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti, è diventato un tema caldo nell’ambito della gestione dei rifiuti la corretta individuazione della differenza tra rifiuti e sottoprodotti per poter attuare una corretta gestione dei residui di produzione. Ora la normativa italiana cerca di fare chiarezza con il D.M. 264/2016.

Nella Gazzetta Ufficiale n. 38 del 15 febbraio 2017, è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Ambiente n.264 del 13 ottobre 2016 (consultabile qui) riguardante i criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti. Il campo di applicazione del D.M. sono i cosiddetti residui di produzione, cioè ogni materiale o sostanza che non è deliberatamente prodotto in un processo di produzione e che può o non può essere considerato un rifiuto, mentre non è applicabile ai prodotti (ovvero il materiale o la sostanza che viene ottenuta deliberatamente nell’ambito di un processo di produzione o che è il risultato di una scelta tecnica).

All’Art. 4 del Decreto, viene definita in modo chiaro la discriminante tra le due categorie di rifiuto e di sottoprodotti:

I residui di produzione sono sottoprodotti e non rifiuti se il produttore dimostra che non essendo stati prodotti volontariamente e come obiettivo primario del processo produttivo, sono destinati ad essere utilizzati nello stesso o successivo processo dal produttore medesimo o da parte di terzi.

Punto centrale è rappresentato dalla “dimostrazione” e nel dettaglio il Decreto elenca le diverse condizioni da soddisfare affinché tale dimostrazione possa essere efficace. Tali condizioni sono:

  • La sostanza o il prodotto deve essere originato da un processo di produzione che non abbia come scopo primario la produzione di tale sostanza o prodotto;
  • Vi è certezza dell’utilizzo della sostanza nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione/utilizzazione;
  • La sostanza o prodotto può essere direttamente utilizzato, senza bisogno di alcun ulteriore trattamento;
  • L’ulteriore utilizzo deve essere legale e pertanto non dovrà portare ad impatti negativi sull’ambiente e la salute umana.

Come elemento di prova della certezza dell’utilizzo sono ammissibili eventuali rapporti o impegni contrattuali esistenti tra produttori, intermediari ed utilizzatori da cui sia possibile evincere informazioni relative alle caratteristiche tecniche dei sottoprodotti, alle modalità di utilizzo ed alle condizioni della cessione.

Proprio con l’obiettivo di favorire lo scambio e la cessione trasparente dei sottoprodotti, all’Art. 10 il D.M. n.264/2016 fa riferimento alla cosiddetta piattaforma di scambio tra domanda e offerta, ovvero un apposito elenco, istituito dalle Camere di Commercio territorialmente competenti, pubblico e consultabile sul sito internet della Camera di Commercio di riferimento, cui produttori ed utilizzatori possono iscriversi senza alcun onere.

Per qualsiasi ulteriore informazione sulla gestione dei sottoprodotti e dei rifiuti, il nostro staff è disponibile all’indirizzo mail: info@sistemigestioneintegrata.eu

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