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24 Mag 2019

Sblocca Cantieri, polemica per l’emendamento sui costi della sicurezza

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Il Decreto Sblocca Cantieri (D.L. 32/2019) è uno dei temi più chiacchierati degli ultimi mesi. Il testo del provvedimento (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 aprile 2019) sta subendo nelle ultime settimane diversi emendamenti. Queste modifiche hanno un impatto diretto su una delle norme cardine in materia di lavori pubblici e privati: il Codice Appalti. Infatti, il D.L. 32/2019 è nato anche e soprattutto dall’intenzione del Governo di semplificare il Codice nel tentativo di “rilanciare il settore dei contratti pubblici”. Uno degli ultimi emendamenti approvati, però, ha scatenato pesanti polemiche. Scopriamo perché.

Addio costi della sicurezza, cosa comporta la modifica dello sblocca cantieri

Ad oggi, il Codice Appalti (D.Lgs. 50/2016) prevede che “nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro” (Art. 95, comma 10). Questo piccola comma è in realtà particolarmente importante. Infatti, con una politica di questo genere viene impedito alle aziende di esercitare un ribasso sui costi della sicurezza e pertanto si evita una speculazione sull’informazione e formazione dei lavoratori e sui dispositivi di protezione individuale, garantendo che tutti i partecipanti alle gare di appalto garantiscano standard minimi di sicurezza.

Un recente emendamento (il numero 1418) allo Sblocca Cantieri, che già andava a modificare leggermente l’art. 95 va a sostituire integralmente il comma 10. Il testo della modifica prevede che “nell’offerta economica devono in ogni caso ritenersi compresi i costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, propri dell’operatore economico”.

La scelta di riunire in una stessa voce dei diversi costi ha già scatenato polemiche, in particolare nelle sigle sindacali. La principale preoccupazione risiede nel fatto che, in questo modo, tutto diventa meno chiaro e ogni elemento (tranne la retribuzione minima come previsto dall’art. 97, comma 5, lett. d) è potenzialmente comprimibile in maniera incontrollata, anche e soprattutto ciò che è riconducibile alla salute e sicurezza sul lavoro.

S.G.I. collabora con Aziende e Pubblica Amministrazione per la gestione dei rapporti di appalto e della sicurezza sul lavoro. Inoltre, grazie allo staff del suo Ufficio Gestione Cantieri, gestisce anche tutto quanto attiene al Titolo IV del D.Lgs. 81/08 relativo ai cantieri temporanei e/o mobili. Per ogni chiarimento ed informazione, il nostro staff è a disposizione all’indirizzo info@sistemigestioneintegrata.eu

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