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5 Set 2017

Rischio chimico, quali sono le principali cause di infortunio sul lavoro?

Il rischio chimico nei luoghi di lavoro è tra le cause principali di infortunio. INAIL ha appena pubblicato un’analisi utile a capire quali siano i pericoli più frequenti all’interno della categoria dei rischi chimici e le possibili misure di prevenzione.
Ai sensi del D.Lgs. 81/08 (Titolo IX), la valutazione del rischio chimico è obbligatorio negli ambienti di lavoro che comportano l’esposizione ad agenti pericolosi. L’esposizione a tale tipologia di rischio è molto pericoloso poiché impatta non solo la sicurezza sul lavoro dei lavoratori, ma anche e soprattutto per la loro salute.

All’art. 222 del D.Lgs. 81/08, gli agenti chimici sono definiti come gli tutti gli elementi o composti, sia da soli che nei miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato.
Nello stesso articolo, gli agenti chimici vengono distinti in:

  1. Agenti con proprietà pericolose di tipo chimico fisico. Rientrano in questa definizione gli agenti infiammabili, esplosivi, comburenti e corrosivi.
  2. Agenti che presentano proprietà tossicologiche. In tale categoria si distinguono sostanze nocive, sensibilizzanti, irritanti, tossiche, teratogene o cancerogene.

Rischio chimico ed infortuni sul lavoro: i dati dal volume INAIL

Il documento recentemente pubblicato da INAIL sul rischio chimico (consultabile qui) presenta dati molto interessanti. Vengono infatti analizzati prevalentemente dinamiche e fattori di rischio degli infortuni registrati in relazione al rischio chimico ed inoltre evidenziate le possibili misure di prevenzione in questo ambito.

La base statistica sono gli infortuni mortali dovuti agli agenti chimici presenti nei luoghi di lavoro o derivanti dalle attività produttive. A livello temporale, l’analisi prende in considerazione gli eventi accaduti tra il 2002 ed il 2012. I casi si riferiscono sia agli infortuni da esposizione ad agenti chimici con proprietà chimico-fisiche (maggiormente relativi alla sicurezza dei lavoratori), sia a quelli che coinvolgono agenti con proprietà tossicologiche. In questo caso, gli effetti sono prevalentemente riguardanti la salute degli individui colpiti.

L’analisi INAIL ha evidenziato innanzitutto che la maggior parte degli infortuni da rischio chimico sono avvenuti nel settore metalmeccanico e chimico (35%), oltre che nel settore edilizio (17,9%). A livello di attività, si registra come quasi un terzo del totale degli infortuni (29%) sia avvenuto in spazi confinati o sospetti di inquinamento, mentre circa il 60% nelle aree di produzione, manutenzione e magazzinaggio.

Analizzando invece la distribuzione degli infortuni mortali in relazione alle dimensione aziendali, bisogna sottolineare come le maggiormente colpite siano le imprese con meno di 10 dipendenti (ben il 53% dei casi). Questo dato, relazionato con la sempre minor percentuale di infortuni all’aumentare della popolazione aziendale, fa riflettere sulla cultura della prevenzione e della sicurezza sul lavoro nelle piccole imprese.

Le principali cause di infortunio legate al rischio chimiche

Passando alle tipologie di incidente, l’analisi INAIL evidenzia che gli eventi mortali sono dovuti principalmente ad incendi/esplosioni con sviluppo di fiamme (44,7%), incendi/esplosioni senza sviluppo di fiamme (14,4%) e per contatto con agenti chimici (40,9%). In quest’ultima categoria, il 52% degli infortuni sono stati di carattere collettivo e ben il 72% sono avvenuti in spazi confinati. Degli infortuni dovuti ad incendio od esplosione, più della metà (55%) sono riconducibili ai seguenti fattori di rischio:

  • Attrezzature di lavoro non adeguate;
  • Ambienti di lavoro privi dei necessari requisiti di sicurezza;
  • Dispositivi di protezione individuale (DPI) non forniti o non utilizzati correttamente;
  • Caratteristiche di pericolosità degli agenti chimici.

Anche per quanto riguarda infortuni legati all’esposizione ad agenti chimici è possibile individuare tutta una serie di fattori di rischio. Nella fattispecie, a causare circa il 59%  degli eventi sarebbero stati:

  • Errori procedurali legati alla carenza d’informazione, formazione, addestramento e vigilanza);
  • La mancanza di DPI;
  • Ambienti di lavoro privi dei necessari requisiti di sicurezza ed attrezzature inadeguate.

Le misure preventive per il rischio chimico proposte da INAIL

Come accennato in precedenza, nel volume INAIL sono suggerite anche le principali misure per la prevenzione e la protezione della salute e sicurezza dei lavoratori contro il rischio chimico. Tra queste, l’Istituto indica:

  • La sostituzione di agenti o processi pericolosi con altri non pericolosi;
  • La progettazione di appropriati processi lavorativi e controlli tecnici. Tali processi devono riguardare utilizzo, manipolazione, stoccaggio, trasporto e smaltimento degli agenti chimici;
  • L’uso di attrezzature idonee e la loro corretta manutenzione;
  • Uso di sistemi di protezione collettivi alla fonte del rischio.  Nel caso ciò non fosse applicabile, uso di DPI idonei;
  • Predisposizione di misure per la gestione dell’emergenze;
  • Vigilanza sulla reale applicazione delle procedure lavorative;
  • Limitazione della presenza di fonti di accensione. Limitare misure procedurali e organizzative specifiche gli effetti derivanti da incendi ed esplosioni;
  • L’informazione, la formazione e l’addestramento dei lavoratori.

S.G.I., con il suo staff, può collaborare con le aziende per la valutazione dei rischi specifici, compreso quello chimico. Attraverso valutazioni strumentali è possibile verificare la presenza di sostanze chimiche potenzialmente dannose. Per ulteriori chiarimenti ed informazioni, non esitate a contattarci all’indirizzo info@sistemigestioneintegrata.eu 

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