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19 Ott 2021

Quesiti riguardanti l’applicazione del D.Lgs 105/2015

Il Decreto Legislativo 105/2015, definisce le norme in materia di prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti, recependo la Direttiva 2012/18/UE “Seveso III”.
Il Decreto si presenta come “corpo unico” in cui sono stati accorpati molti decreti attuativi del D.Lgs. 334/99, permettendo una significativa semplificazione sul piano dei riferimenti tecnici e normativi.

Condividiamo la sezione dedicata al Decreto Legislativo 105/2015 del Ministero della Transizione Ecologica, dove sono pubblicate le risposte, condivise tra le autorità competenti e gli altri  soggetti partecipanti al Coordinamento, ai quesiti relativi all’applicazione del D.lgs. 105 del 2015 – aggiornamento a luglio 2021.


Il Decreto 105/2015

Il Decreto 105/2015 si applica a stabilimenti che detengono sostanze pericolose oltre certe soglie quantitative.
Il sistema di classificazione delle sostanze pericolose è il “Regolamento (CE) 1272/2008”, la base di riferimento per definire l’assoggettabilità o meno di uno stabilimento alla disciplina del Decreto.

Il sistema si basa su quattro categorie di pericolo:

  • per la salute (H), di tossicità acuta anche per organi bersaglio;
  • fisico (P), cui corrispondono esplosivi, gas, aerosol o liquidi infiammabili, gas comburenti, sostanze e miscele auto-reattive e perossidi organici, solidi piroforici, liquidi e solidi comburenti;
  • per l’ambiente (E);
  • altri pericoli (O) quali ad esempio quelli derivanti da sostanze e miscele che a contatto con acqua liberano gas infiammabili.

Per queste categorie di pericolo e per altre sostanze specificate, il Decreto indica due soglie progressive di quantità. Gli stabilimenti in cui sono presenti sostanze rientranti nelle categorie indicate (o quelle specificate) sono soggetti a due regimi diversi a seconda che la quantità delle sostanze superi solo la prima soglia (gli stabilimenti si definiscono quindi “di soglia inferiore”) o anche la seconda (stabilimenti “di soglia superiore”).

Il gestore di uno stabilimento di soglia inferiore deve:

  • redigere la “notifica”, il principale documento di riferimento per le informazioni su quantità di sostanze pericolose, attività svolta, ambiente circostante lo stabilimento e possibili incidenti con le relative conseguenze;
  • redigere il Documento della Politica di Prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti, che deve essere revisionato e aggiornato almeno ogni due anni;
  • attuare un sistema di gestione della sicurezza per la prevenzione degli incidenti rilevanti;
  • fornire al Prefetto le informazioni necessarie alla stesura dei piani di emergenza esterna e al Comune le informazioni per la pianificazione del territorio;
  • nel caso in cui si verifichi un incidente, adottare tutte le misure idonee a contenerne le conseguenze e informare tempestivamente le autorità.

Il gestore di uno stabilimento di soglia superiore deve adempiere agli stessi obblighi previsti per gli stabilimenti di soglia inferiore e, in aggiunta, deve:

  • presentare, nelle fasi autorizzative, un rapporto di sicurezza o un rapporto preliminare di sicurezza (nelle fasi iniziali, per ottenere il nulla osta di fattibilità) che contengono l’analisi dei rischi legate alle attività nonché di quelli ipotizzabili in conseguenza di fenomeni naturali (analisi Na-Tech);
  • predisporre un piano di emergenza interna (PEI) adeguato alla realtà di stabilimento e al livello di rischio, con cui deve poter controllare gli effetti degli incidenti, porre in essere le azioni idonee a contrastarli o a ridurne le conseguenze, favorire il più efficace flusso di informazioni anche verso autorità esterne interessate o chiamate ad intervenire e porre in essere le azioni di ripristino ed eventuale disinquinamento.

D.Lgs. 105/2015, formazione ed informazione: gli obblighi del Gestore in aziende soggette a Direttiva Seveso

Fonte Mite-Arta