News

25 Set 2019

L’importanza e le relative disposizioni di legge in merito alla prove di evacuazione

Secondo il decreto (DM 10/03/1998) i datori di lavoro sono tenuti ad adottare misure organizzative e gestionali da attivare in caso di incendio, alluvione o terremoto in azienda.

È pertanto fortemente consigliato che ogni azienda si rivolga a un esperto per ottenere una consulenza mirata alle prove di evacuazione, alla valutazione dei rischi connessi con le situazioni di emergenza, oltre che nella stesura dei documenti talvolta richiesti espressamente dal legislatore.

Spesso le prove di evacuazione sono realizzate con troppa superficialità e poca attenzione anche se sono uno strumento di prevenzione molto importante a disposizione delle aziende in ambito di sicurezza sul lavoro.

La Prova di Evacuazione è una esercitazione che ha come obiettivo la simulazione di una situazione di emergenza, durante la quale i lavoratori dovranno effettuare l’evacuazione dell’edificio percorrendo le vie di esodo della struttura. Il suo scopo è “allenare” il personale a fronteggiare un’eventuale situazione di emergenza.

In materia di gestione delle emergenze, la prova di evacuazione è strettamente legata alla redazione del cosiddetto Piano di Emergenza e deve essere svolta almeno una volta l’anno o due volte come per esempio per gli istituti scolastici.

La redazione del Piano di Emergenza è obbligatoria in tutte le aziende che occupano 10 o più dipendenti, oltre che nelle attività dove vengono svolte mansioni che ricadono sotto il controllo del corpo dei Vigili del Fuoco con definizione del rischio incendio alto (DPR 151/2011, Allegato I).

Una volta redatto, il Piano di Emergenza deve essere inserito nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), che ogni azienda è tenuta ad avere.

Le figure previste per gestire le situazioni di emergenza sono i membri del servizio di prevenzione e protezione, RSPP, la squadra di emergenza, gli addetti al primo soccorso, i responsabili della manutenzione degli impianti.

Nei luoghi di lavoro di piccole dimensioni, l’esercitazione deve semplicemente coinvolgere il personale ed attuare quanto segue:

  • Percorrere le vie di uscita;
  • Identificare le porte resistenti al fuoco, ove esistenti;
  • Identificare la posizione dei dispositivi di allarme;
  • Identificare l’ubicazione delle attrezzature di spegnimento.

Oltre ai lavoratori dell’azienda, qualora ritenuto opportuno, dovranno partecipare all’esercitazione anche tutte le persone (non lavoratori) che si trovano all’interno dell’edificio.

Nei luoghi di lavoro di grandi dimensioni, in genere, non dovrà essere messa in atto un’evacuazione simultanea dell’intera azienda. In tali situazioni l’evacuazione da ogni specifica area del luogo di lavoro deve procedere fino ad un punto che possa garantire a tutto il personale di individuare il percorso fino ad un luogo sicuro.

La Prova sarà condotta e coordinata dal RSPP con l’ausilio della Squadra di Emergenza opportunamente informata, formata e addestrata, per controllare l’andamento dell’esercitazione.

Alla fine dell’esercitazione dovrà essere redatto uno specifico verbale,è consigliabile allegare delle foto, che dovrà sancire l’avvenuta effettuazione della prova simulata. Il seguente verbale dovrà essere firmato dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, dai componenti la Squadra di Emergenza, dal Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e dal Datore di Lavoro.

Il datore di lavoro che non programma gli interventi, non prende i provvedimenti e non dà istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave e immediato, possano cessare la loro attività e mettersi al sicuro è soggetto a sanzioni penali (come definito dall’art. 43 del D.Lgs. 81/08).

Oltre agli obblighi previsti dalla legge, è il buon senso a suggerirci di farci trovare pronti per evitare imprevisti nei casi di emergenza.

 

 

 

Rispondi