News

4 Feb 2020

PIANO NAZIONALE INTEGRATO PER L’ENERGIA E IL CLIMA (PNIEC): COS’E’ E COSA CAMBIERA’

Il PNIEC stabilisce gli obiettivi dell’Italia in materia ambientale da qui al 2030 e prevede anche gli strumenti legislativi per fare in modo che vengano raggiunti
Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030 è uno strumento fondamentale che segna l’inizio di un importante cambiamento nella politica energetica e ambientale del nostro paese verso la decarbonizzazione.

L’attuazione del Piano sarà assicurata dai decreti legislativi di recepimento delle direttive europee in materia di efficienza energetica, di fonti rinnovabili e di mercati dell’elettricità e del gas, che saranno emanati nel corso del 2020.

L’obiettivo è quello di realizzare una nuova politica energetica che assicuri la piena sostenibilità ambientale, sociale ed economica del territorio nazionale.

Tra gli obiettivi del piano:

  • Phase out dal carbone al 2025 e promozione dell’ampio ricorso a fonti energetiche rinnovabili, a partire dal settore elettrico. Grazie in particolare alla significativa crescita di fotovoltaico la cui produzione dovrebbe triplicare ed eolico, la cui produzione dovrebbe più che raddoppiare, al 2030 il settore elettrico arriverà a coprire il 55,0% dei consumi finali elettrici lordi con energia rinnovabile, contro il 34,1% del 2017.
  • Migliorare anche la qualità dell’aria e dell’ambiente anche attraverso l’elettrificazione dei consumi, in particolare nel settore civile e dei trasporti.
  • Adottare misure e accorgimenti (avvalendosi anche di strumenti quali la Via) finalizzati a ridurre i potenziali impatti negativi della trasformazione energetica su altri obiettivi sensibili quali la qualità dell’aria e dei corpi idrici, il contenimento del consumo del suolo e la tutela del paesaggio

Per visionare la documentazione disponibile sul sito del Ministero dello sviluppo economico:

  • Testo integrale PNIEC
  • Slide di presentazione
  • NOTIFICA DELLE MISURE E DEI METODI ADOTTATI DAGLI STATI MEMBRI PER L’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 7 DELLA DIRETTIVA 2012/27/UE