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19 Lug 2017

Operaio morto per puntura di vespa: colpa anche dei mancati DPI?

I DPI salvano la vita? Esiste davvero la possibilità di valutare qualsiasi tipo di rischio? Il caso farà sicuramente discutere. Non perché il lavoratore coinvolto purtroppo ha perso la vita. Forse neanche perché il suo datore di lavoro è attualmente indagato per omicidio colposo. Ma perché ancora una volta ci si trova a parlare di mancata formazione e di in-sicurezza sul lavoro. Oggi vogliamo parlarvi di un incidente accaduto ormai tre anni fa ma giunto negli scorsi giorni nelle aule di tribunale.
La vicenda inizia con un operaio impegnato in attività di manutenzione su dei lampioni che viene punto da una vespa. Nulla di che, sembrerebbe, ma dopo pochi minuti inizia il dramma: problemi respiratori, shock anafilattico, la disperata corsa in solitaria verso il pronto soccorso che si interrompe con la morte dell’uomo.

Mancato utilizzo di DPI: possibile origine di questo caso?

Dopo le indagini del caso, alcuni elementi hanno portato all’accusa di omicidio colposo per il datore di lavoro. In particolare, è stato evidenziato come il lavoratore non fosse stato adeguatamente formato sull’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). Inoltre, altri elementi che i PM hanno ritenuto di imputare all’imprenditore sono una non efficace valutazione dei rischi e la non corretta gestione della sicurezza in azienda. Analizziamo punto per punto gli argomenti sui cui i giudici dovranno esprimere la loro sentenza.

1. Formazione sui DPI e loro utilizzo in sicurezza

La prima e più importante infrazione riconosciuta al datore di lavoro sarebbe la mancata formazione del dipendente sui DPI ed il loro utilizzo. Questo è un fatto piuttosto grave, in quanto il D.Lgs. 81/08, infatti, prevede specifici percorsi formativi a riguardo. Nella fattispecie, i corsi di formazione sui DPI si devono comporre di una parte teorica e di una relativa all’addestramento dei lavoratori riguardo a scelta, indossamento ed utilizzo corretto ed efficace dei Dispositivi di Protezione Individuale.
In particolare, per i DPI di Terza Categoria (quelli cioè che possono salvare la vita) sono previsti corsi della durata di 4 ore per ogni tipologia di Dispositivo. Tra queste tipologie, si ricordano i DPI Anticaduta, di protezione delle Vie Respiratorie oppure i Dispositivi Otoprotettori.
La mancata formazione sull’utilizzo di attrezzature (tra cui i DPI) rappresenta una violazione dell’Art. 73 del D.Lgs. 81/08. Ciò comporta sanzioni pecuniarie che variano tra i 2.740 e i 7.014 euro. Nel peggiore dei casi, è previsto anche l’arresto da 3 a 6 mesi.

2. La non corretta valutazione dei rischi

Un’altra accusa giunta all’imprenditore coinvolto in questo caso, è la non corretta valutazione dei rischi. Infatti, a fronte di una consulenza depositata da un perito nominato dai PM, il Datore di Lavoro avrebbe dovuto prevedere il rischio di attacco da vespe all’interno dell’attività di manutenzione dei lampioni.
In particolare, il Datore di Lavoro avrebbe dovuto monitorare ed eventualmente procedere alla bonifica dell’area in cui il lavoratore avrebbe svolto l’attività.
La valutazione dei rischi è il concetto cardine su cui si basa la gestione della sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08. Infatti obbligo del Datore di Lavoro è di redarre il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), all’interno del quale vanno riportati tutti i rischi presenti in azienda con le relative misure di prevenzione e protezione per minimizzare il più possibile le situazioni di pericolo. Anche in questo caso, il mancato adempimento porta a pesanti sanzioni. Nella fattispecie, multe comprese tra i 2.550 ed i 6.400 euro oppure l’arresto da 3 a 6 mesi.

3. Gestione non efficace della sicurezza in azienda

Un ultimo elemento che non depone a favore del datore di lavoro riguarda la gestione e l’organizzazione della sicurezza in azienda. Alla luce dei fatti, quest’ultimo elemento avrebbe potuto salvare la vita al dipendente al pari dei DPI correttamente utilizzati. Infatti, il lavoratore è morto recandosi da solo verso l’ospedale con il furgone aziendale. Probabilmente, la presenza di un collega avrebbe sicuramente agevolato la chiamata dei soccorsi ed evitato il peggio.

S.G.I., con il suo staff competente e complementare, accompagna ogni tipo di azienda nell’adempimento degli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08. A partire dalla valutazione dei rischi aziendali, anche attraverso valutazioni specifiche e strumentali, si procede alla redazione del DVR. Sulla base del Documento, si organizzano ed erogano i necessari corsi di formazione previsti dalle normative vigenti. Inoltre, presso le nostre strutture è possibile anche svolgere la sorveglianza sanitaria dei lavoratori grazie alla collaborazione di Medico Competente e personale infermieristico. Per ogni informazione o chiarimento sui nostri servizi in materia di sicurezza sul lavoro, contattateci all’indirizzo info@sistemigestioneintegrata.eu

 

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