Il Decreto Ministeriale del 24 novembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, aggiorna i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia. Dal 2 febbraio 2026, tali nuovi CAM diventeranno obbligatori, sostituendo i precedenti standard del 2022 nei contratti pubblici di progettazione e lavori.
Il provvedimento, introduce un quadro più rigoroso e dettagliato, che riguarda:
Progettazione sostenibile
Prodotti da costruzione
Gestione dei rifiuti di cantiere
Criteri ESG (Ambientali, Sociali e di Governance)
Qualifiche e formazione del personale.
Il nuovo testo non stravolge i principi base dei CAM. Infatti l’aggiornamento mira a una maggiore razionalizzazione e chiarezza strutturale, con un focus specifico sulla valutazione del ciclo di vita completo delle costruzioni, sulla qualità ambientale dei prodotti utilizzati e sull’accuratezza nella verifica delle prestazioni energetiche.
Che cosa sono i Criteri Minimi Ambientali (CAM)?
I CAM, acronimo di Criteri Ambientali Minimi, sono requisiti obbligatori definiti dal Ministero dell’Ambiente validi per il settore degli appalti pubblici.
Tali criteri sono un pilastro per ridurre le emissioni, incentivare green jobs e favorire pratiche responsabili in edilizia e in altri settori come arredo e tessile.
Quali sono le principali novità introdotte dal Decreto del 24 novembre 2025 sui CAM?
A partire da febbraio 2026, il nuovo testo dei CAM introduce un principio di trasparenza rafforzato: tutte le informazioni cruciali (dichiarazioni ambientali, performance energetiche e conformità dei materiali) devono essere certificate e convalidate da organismi terzi accreditati. Ciò assicura l’aderenza a standard riconosciuti come le norme UNI EN ISO (14021, 14024,14025) e le EPD.
Il Decreto Ministeriale introduce una serie di aggiornamenti significativi e rafforzativi che mirano a rendere la filiera dell’edilizia più sostenibile e trasparente. Le novità più rilevanti includono:
- Rafforzamento della qualità dell’aria Interna: sono stati stabiliti parametri più rigorosi per la ventilazione e la drastica riduzione delle emissioni di composti organici volatili (VOC), migliorando così la salute degli occupanti.
- Competenze e qualifiche: aggiornamento dei requisiti di competenza e qualifica per i progettisti e il personale di cantiere, innalzando gli standard professionali.
- Integrazione del ciclo di vita: applicazione più rigorosa dell’Analisi del Ciclo di Vita (LCA) e del Life Cycle Costing (LCC) per valutare l’impatto e i costi di un’opera lungo tutto il suo ciclo di esistenza.
- Principio DNSH (Do No Significant Harm): applicazione più stringente di questo principio per prevenire qualsiasi impatto ambientale negativo significativo, garantendo l’allineamento con la Tassonomia UE.
- Criteri premiali e certificazioni: introduzione di criteri premiali negli appalti pubblici per le imprese che adottano protocolli di certificazione energetico-ambientale riconosciuti a livello internazionale.
- Integrazione con il BIM: promozione dell’integrazione con il Building Information Modeling (BIM) per assicurare maggiore trasparenza e completa tracciabilità delle informazioni relative ai materiali e ai componenti utilizzati.
Fonte: UNI e DM 24 novembre 2025
