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10 Ott 2016

News ambiente Bergamo – Brand unbundling, bocciato il ricorso di Enel

La pronuncia del Tar della Lombardia è stata secca nel respingere il ricorso del gruppo Enel S.p.A ed Enel Energia contro la delibera dell’Autorità per l’Energia 296/2015 in tema di brand unbundling.

Il rigetto del ricorso presentato dall’ente energetico è stato giustificato dalla necessità di scongiurare in maniera preventiva che i clienti cadessero in confusione per la presenza di distinte postazioni che ospitano personale di diverse società del gruppo Enel.
Il brand unbundling, tema molto attuale nel settore dell’energia, è disciplinato da diverse norme primarie e dalla direttiva 72 del 2009. La tematica è scottante, in quanto riguarda molto da vicino il consumatore, che il più delle volte si ritrova impreparato e bersaglio delle quotidiane truffe a cui il mercato si presta. Spesso infatti accade che, nel caso delle aziende verticalmente integrate, il cliente sia impossibilitato a distinguere tra venditore e distributore in quanto destabilizzato dall’immagine di marca; emerge in questo modo un vantaggio competitivo a favore della società di vendita, la quale impedisce di fatto la concorrenza del mercato libero dell’energia. La sentenza del TAR 1388/2016 è quindi stata pronunciata in difesa dell’effettivo esercizio della concorrenza e dell’efficienza nel mercato dell’energia elettrica e del gas, a tutela delle imprese.

Per Confartigianato e Cna, che si erano costituite in giudizio a sostegno della delibera dell’Autorità per l’energia elettrica in materia di brand unbundling, la sentenza “fa bene alla concorrenza nei servizi post contatore in cui le imprese artigiane esprimono le proprie competenze e abilità senza cedere la propria autonomia ed indipendenza in favore dell’appeal di grandi marchi commerciali”. Di conseguenza, sempre secondo Confartigianato: “è una sentenza che difende l’effettivo esercizio della concorrenza e l’efficienza nel mercato dell’energia elettrica e del gas a tutela delle imprese”.

Dal 1 gennaio 2017 è prevista la stesura di norme sul de-branding, mentre quelle sul brand unbundling, anch’esse impugnate con ricorsi respinti, hanno determinato il cambiamento del marchio da Enel Distribuzione a E-Distribuzione.
Di fatto una vittoria per il corretto esercizio della concorrenza, una vittoria volta ad imporre la separazione delle politiche di comunicazione e di marchio agli operatori energetici verticalmente integrati, che darà vita a nuovi opportunità per ottenere la separazione effettiva tra le attività di produzione di energia e quelle di trasporto.

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