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28 Gen 2016

Legionella: normativa e modalità operative

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Livello Nazionale

– “Linee guida per la prevenzione e il controllo della Legionellosi” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 maggio 2000 – serie generale- n.103. La malattia provocata dalla legionella è sottoposta ad un programma di sorveglianza speciale.

– “Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-recettive e termali” pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 04/02/2005, n.28.

– “Linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione”: provvedimento della Conferenza Permanente Stato-Regioni del 05 ottobre 2006, n.2636.

Livello Regionale – Regione Lombardia

– “Linee guida prevenzione e controllo della legionellosi in Lombardia” Decreto n. 1751 del 24/02/2009 Regione Lombardia.

– “Legge Regionale n. 33 del 30 dicembre 2009 “Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità”.

– Decreto Direzione Generale Sanità n. 2907 del 28/02/2005. Oggetto: Approvazione delle Linee guida “Prevenzione e controllo della legionellosi in Lombardia”.

Livello Regionale – Altre Regioni

– Approvazione linee guida regionali per la sorveglianza e il controllo della legionellosi – Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna – n. 147 del 22/08/2008.

– Raccomandazioni per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle polmoniti da legionella nelle strutture sanitarie piemontesi pubbliche e private – Regione Piemonte

 

MODALITA’ OPERATIVE PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO DI LEGIONELLOSI
Per ottemperare a quanto previsto dalla normativa e in base ai risultati complessivi dell’analisi del rischio, è necessario:

– predisporre, con l’ausilio di personale tecnico qualificato, un documento che riporti i protocolli per il controllo e la manutenzione degli impianti dell’acqua sanitaria e di condizionamento dell’aria, in cui dovranno essere esaminate le caratteristiche principali degli impianti stessi, i punti critici ove potrebbe verificarsi la moltiplicazione batterica, gli interventi di manutenzione ordinaria, le procedure di sanificazione, il piano delle analisi per la ricerca di Legionella.

– Predisporre un registro per la documentazione degli interventi di manutenzione, ordinari e straordinari, sugli impianti idrici e di climatizzazione.

– Effettuare, almeno annualmente, campionamenti dalla rete idrica sanitaria e dall’impianto di condizionamento. Il numero dei campionamenti dovrà essere rappresentativo di tutto l’impianto sia per l’impianto di condizionamento che per la rete idrica sanitaria e in particolare per quest’ultima tale numero non dovrà essere inferiore a sei.

CAMPIONAMENTI

Il campionamento dell’acqua per la ricerca di Legionella, deve essere eseguito in un numero di siti che sia rappresentativo di tutto l’impianto idrico, e comunque in almeno sei punti.
I punti da cui effettuare il campionamento sono: la rete dell’acqua fredda (serbatoio dell’acqua e il punto più distale dal serbatoio), la rete dell’acqua calda (serbatoio dell’acqua calda vicino alle valvole di scarico e il ricircolo dell’acqua calda) e almeno due siti di erogazione lontani (punti terminali) dal serbatoio dell’acqua calda (docce, rubinetti).

I punti di campionamento ritenuti più rappresentativi e da cui, sostanzialmente, non si può prescindere per la valutazione di un impianto idrico sono:
1. collettore di uscita dell’acqua calda sanitaria dal serbatoio o dal bollitore (collettore normalmente indicato con il termine “mandata”) – Il prelievo sulla mandata deve essere effettuato prima di ogni eventuale miscelazione;
2. collettore di ritorno dell’acqua calda sanitaria (collettore normalmente indicato con il termine “ricircolo”);
3. fondo dei serbatoi di accumulo e degli scaldacqua anche elettrici; in tali serbatoi si possono depositare masse consistenti di calcare all’interno delle quali la temperatura dell’acqua è relativamente più bassa e conseguentemente viene favorita la nidificazione e la proliferazione della Legionella;
4. tratti particolari delle tubazioni secondarie poco utilizzate o tratti terminali non connessi a sistemi di ricircolo (detti rami morti). In questi tratti di tubazione è possibile la formazione di un consistente strato di biofilm nel quale può nidificare e proliferare la Legionella; se questi punti di erogazione sono poco usati è consigliabile eliminarli o vietarne l’accesso all’utenza;
5. punti di erogazione più vicini e più distali rispetto al sistema di produzione dell’acqua calda sanitaria: soffioni delle docce e/o doccette di vasche da bagno ovvero da rubinetti di lavabo, sistemi rompigetto, tubi in gomma con doccia a telefono, aeratori, ugelli.

Altri punti di prelievo possibili sono:
acqua di umidificazione, di condensa e acqua di sifoni ed altre;
parti degli impianti per l’aria condizionata (filtri o parti di essi);
– acqua in entrata e in uscita dagli addolcitori;
– acqua proveniente da sgocciolamento dalle torri di raffreddamento;
– acqua della vasca di raccolta delle torri di raffreddamento;
serbatoi di accumulo dell’acqua fredda;
– fontane decorative.

S.G.I. con il proprio personale, si rende disponibile per le attività che riguardano il campionamento e l’analisi dei prelievi necessari per l’individuazione di eventuali presenze del morbo della legionella. Per ulteriori informazioni e chiarimenti, il nostro staff resta a vostra disposizione all’indirizzo info@sistemigestioneintegrata.eu e ambiente@sistemigestioneintegrata.eu

Per meglio informare imprese e strutture aperte al pubblico circa i rischi legati alla presenza di legionella, oltre che approfondirne gli aspetti normativi e le migliori tecniche di analisi e prevenzione, S.G.I. sta organizzando un corso gratuito della durata di 4 ore per il giorno 29 marzo, a partire dalle ore 9.00. Nel corso dell’evento, verranno approfonditi anche alcune recenti sentenze per evidenziare la direzione che la giustizia italiana sta intraprendendo.

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