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4 Nov 2019

La gestione delle emergenze in presenza di persone diversamente abili

IL PIANO DI EMERGENZA

Nel momento critico di emergenza, i lavoratori (ma il discorso può applicarsi anche in altri spazi di vita sociale), al fine di non lasciarsi prendere dal panico e mettersi correttamente in salvo, dovrebbero fare riferimento al piano di emergenza, il quale deve sempre essere predisposto (secondo il D.M. 10/03/1998) tenendo conto delle eventuali disabilità di chi frequenta quegli spazi, siano essi lavoratori o ospiti.  A monte, quindi, il datore di lavoro deve assicurarsi che le persone siano messe nelle condizioni di soddisfare le esigenze di:

– mobilità in caso di emergenza, provvedendo in caso ad adeguare i percorsi, eliminando la presenza di barriere architettoniche come gradini, diminuendo la lunghezza del percorso e predisponendo rampe o altri elementi di larghezze e lunghezze adeguate al loro uso da parte di persone con limitazioni fisiche o sensoriali;

– percezione dell’allarme, ovvero assicurarsi che le persone siano in grado di essere raggiunte dal segnale di emergenza, quindi attraverso segnalazioni che coinvolgono anche altri sensi oltre a quello uditivo, con segnali luminosi, vibrazioni ecc.

IL SOCCORSO DI PERSONE DISABILI

Oltre alle condizioni da verificare a monte, è importante sapere come sia utile comportarsi per agevolare – o almeno non ostacolare – le operazioni di soccorso da parte del personale addetto. Importante supporto la guida realizzata nel 2004 dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile – “Il soccorso alle persone disabili: indicazioni per la gestione dell’emergenza”.

Nel manuale troviamo alcune modalità efficaci di intervento nei confronti di persone con disabilità motorie, sensoriali o cognitive, in caso di emergenza. Tra l’altro si ricorda come una persona non identificabile come disabile in condizioni ambientali normali, se coinvolta in una situazione di crisi potrebbe non essere in grado di rispondere correttamente, adottando, di fatto, comportamenti tali da configurarsi come condizioni transitorie di disabilità.

Una cosa importante, più volte sottolineata anche nel testo, è quella di accertarsi delle esigenze e bisogni della persona da soccorrere, offrendo assistenza e chiedendo di che tipo di supporto abbia bisogno nello specifico.

Importantissimo è sempre il divieto di utilizzare ascensori per l’esodo, a meno che non siano stati realizzati per tale scopo (ascensori antincendio). Anche in quel caso tale uso deve avvenire solo sotto il controllo di personale pienamente a conoscenza delle procedure di evacuazione. A ricordarlo è il DM 10 marzo 1998, che in merito ai luoghi di lavoro aggiunge: “Quando non sono installate idonee misure per il superamento di barriere architettoniche eventualmente presenti oppure qualora il funzionamento di tali misure non sia assicurato anche in caso di incendio, occorre che alcuni lavoratori, fisicamente idonei, siano addestrati al trasporto delle persone disabili”. La cosa va sempre definita nella stesura del piano di emergenza.

LINK – Informativa a cura dei Vigili del Fuoco – La sicurezza delle persone disabili

http://www.vigilfuoco.it/aspx/page.aspx?Idpage=364

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