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19 Mar 2020

Isolamento per chi entra in Italia (salvo motivi di lavoro per massimo 72 ore)

Chi entra in Italia, in aereo, treno, per via marittima o stradale, anche in assenza di sintomi è obbligato a comunicare immediatamente il proprio ingresso nel Paese al Dipartimento di prevenzione dell’ATS competente per territorio.

La persona viene quindi sottoposta alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per 14 giorni.

È quanto dispone un decreto firmato il 17 marzo dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e da quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli. Il provvedimento ha validità fino al 25 marzo e serve a contrastare il diffondersi ulteriore dell’epidemia di nuovo coronavirus.

In caso di sintomi: obbligo di segnalazione alla ATS

Se la persona accusa sintomi Covid-19 deve avvertire subito l’autorità sanitaria tramite i numeri telefonici dedicati.

Eccezioni per esigenze lavorative (massimo 72 ore)

Le persone che rientrano in Italia per comprovate esigenze lavorative e per un tempo non superiore alle 72 ore (salvo motivata proroga di altre 48 ore) devono presentare una dichiarazione in cui attestano di entrare esclusivamente per tali esigenze. In caso di insorgenza di sintomi Covid-19, hanno l’obbligo di contattare subito la ATS territoriale e, se prescritto dai medici, di sottoporsi a isolamento.

Esclusi i viaggiatori di imprese con sede legale in Italia

Le disposizioni contenute nel decreto non si applicano al personale viaggiante appartenente a imprese con sede legale in Italia.