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28 Lug 2021

Green pass e ristorazione: le regole per i gestori

Dal 6 agosto 2021, il D.L. del 23 luglio 2021, n. 105,  rende obbligatoria l’esibizione del Green pass per l’accesso a determinati servizi e attività. Tra le attività in oggetto rientrano i servizi di ristorazione, svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso . La disposizione non si applica per l’accesso ai tavoli all’aperto, né per il consumo al bancone al chiuso (es. caffè al bar ecc.).

L’obbligo si applica in tutte le zone indipendentemente dalla fascia di rischio, laddove le attività siano consentite e alle condizioni previste.

Attività di controllo

La verifica del green pass è effettuata mediante la lettura del QR-code, utilizzando esclusivamente l’applicazione “VerificaC19”, il titolare dell’attività deve scaricare l’applicazione “VerificaC19” su un dispositivo dedicato e posizionato all’ingresso del locale.

L’applicazione consente di controllare l’autenticità, la validità e l’integrità della certificazione e di conoscere le generalità dell’intestatario, senza rendere visibili le informazioni che ne hanno determinato l’emissione.

Oltre al titolare dell’attività, la verifica del Green pass può essere effettuata da un suo delegato o dal Covid manager (figura posta al controllo delle norme Covid-19 in ambiente di lavoro)

Si specifica che la norma menziona il termine «delega» e si considera necessario prevedere un Atto formale di rilascio di tale delega. La norma di riferimento è l’Art. 13, comma 3, del dpcm 17 giugno 2021, che prescrive che i soggetti delegati alle operazioni di controllo devono essere incaricati con un Atto formale.
In particolare, deve trattarsi di un Atto che specifichi l’oggetto della delega, in quanto non può ritenersi adeguato ed esaustivo un Atto di incarico generale, né il mero contratto di lavoro, né la designazione di autorizzato al trattamento ai sensi dell’articolo 2-quaterdecies del Codice Privacy, come modificato dal D.Lgs 101/2018.
La delega deve altresì essere nominativa e riportare data certa della designazione e delle istruzioni assegnate al soggetto tenuto alla verifica.
Pertanto, l’Atto di delega non può limitarsi alla mera designazione del delegato, ma deve indicare specifiche istruzioni sull’esercizio dell’attività di verifica. Tale Atto scritto deve essere conservato per l’esibizione in caso di ispezioni delle pubbliche autorità.

Non è previsto alcun trattamento dati ai fini privacy, così come stabilito dal comma 5 dell’art. 13 del DM 17 giugno 2021.

Esclusioni dall’obbligo di possesso del green pass

Sono esenti dall’obbligo del green pass:

  • i bambini con età inferiore ai 12 anni,
  • i soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo le modalità che saranno definite con Circolare del Ministero della Salute.

Sanzioni

Le violazioni possono essere punite con una sanzione da 400 a 1000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente.

In caso di recidiva per 3 infrazioni in tre giornate differenti, alla sanzione pecuniaria si potrebbe aggiungere la chiusura dell’esercizio per un periodo da 1 a 10 giorni.


Il datore di lavoro può accertarsi della vaccinazione dei lavoratori e/o obbligarli a vaccinarsi o ad effettuare tamponi per accedere ai locali del pubblico esercizio?

Fatta eccezione per il settore sanitario, non sono previsti obblighi di vaccinazione per le altre categorie di lavoratori. L’obbligo di green pass ricordiamo è solo per i clienti e non per gli imprenditori o i dipendenti delle attività coinvolte.

Il datore di lavoro non può acquisire, neanche con il consenso del dipendente o tramite il medico competente, i nominativi del personale vaccinato o la copia delle certificazioni vaccinali e quindi del Green pass, ma può venire a conoscenza del giudizio di idoneità del medico competente.

In caso di inidoneità, il datore di lavoro è tenuto ad adibire il lavoratore, ove possibile, a mansioni equivalenti o inferiori garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza.

Gli obblighi in capo al datore di lavoro previsti dalla normativa vigente riguardano esclusivamente il rispetto:

– delle disposizioni contenute all’interno del Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro del 6 aprile 2021;

– delle disposizioni contenute nella circolare ministero della salute n. 15127 del 12 aprile 2021.


Il cliente che consuma all’aperto o al banco può transitare all’interno del ristorante per usufruire dei servizi igienici, senza verifica del green pass? Lo stesso vale anche per il cliente che entra per un ordine d’asporto?

Sì, il tenore letterale della disposizione di cui al nuovo art. 9 bis, comma 1, lett. a)del “Riaperture” (introdotto con l’art. 3 del D.L. n. 105/2021), a partire dal 6 agosto prevede il possesso di una delle certificazioni verdi Covid-19 per accedere ai servizi di ristorazioni “per il consumo al tavolo al chiuso”. È, quindi, ragionevole ritenere che l’obbligo del green pass non sia applicabile in tutti quei casi in cui l’ingresso ai locali non sia preordinato ad effettuare il consumo al tavolo. È questo il caso del cliente che, pur consumando nei tavoli all’esterno, abbia necessità di usufruire dei servizi igienici all’interno del locale. Lo stesso si dica per il cliente che faccia ingresso nel locale al solo fine di effettuare (o ritirare) un ordine per l’asporto.

Scarica i cartelli messi a disposizione da Conflavoro da affiggere all’ingresso della tua attività

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