Fit Test e sicurezza respiratoria: un obbligo normativo
La protezione delle vie respiratorie è fondamentale per la sicurezza sul lavoro, e il fit test è una procedura obbligatoria per garantire l’efficacia dei dispositivi di protezione individuale (DPI).
Obbligatorietà del Fit Test
Il fit test è un obbligo per tutte le aziende che utilizzano apparecchi per la protezione delle vie respiratorie (APVR). Questo obbligo deriva dalle modifiche apportate al D.lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro) dalla Legge 17 dicembre 2021, n. 215. In particolare, l’introduzione del comma 2-bis all’articolo 79 del D.lgs. 81/2008 stabilisce che, fino all’adozione di un nuovo decreto, restano valide le disposizioni del Decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale del 2 maggio 2001, aggiornato con le più recenti norme tecniche UNI. Di conseguenza, i datori di lavoro sono tenuti a rispettare le norme UNI più recenti per l’uso e la manutenzione dei DPI, inclusa la UNI 11719:2018, che disciplina gli APVR e impone l’obbligo del fit test.
Normativa di riferimento
La normativa italiana in materia di DPI si basa sul D.Lgs. 81/08, con un focus sull’articolo 79 che definisce i criteri per l’uso dei DPI. La norma UNI 11719:2025, che recepisce la norma europea EN 529:2006, fornisce un riferimento tecnico per la selezione, l’uso e la manutenzione degli APVR.
Obblighi del Datore di Lavoro
Il datore di lavoro è tenuto a fornire DPI adeguati ai lavoratori e a garantirne il corretto utilizzo, il che include la valutazione dei rischi, la scelta degli APVR appropriati e l’organizzazione del fit test.
Il Fit Test: procedura e tipologie
Il fit test verifica l’aderenza del respiratore al viso del lavoratore. Esistono due tipologie principali:
Fit test quantitativo (QNFT): Misura oggettivamente la tenuta della maschera (fit factor) tramite uno strumento che rileva le perdite d’aria. Lo strumento misura le particelle all’interno e all’esterno della maschera per calcolare il fit factor. È adatto a tutti i tipi di maschere
Fit test qualitativo (QLFT): È una prova “passa/non passa” soggettiva, basata sulla percezione del lavoratore di un agente di prova non pericoloso (ad esempio, dolce o amaro) all’interno di un cappuccio. Il lavoratore esegue esercizi specifici per valutare la tenuta. Se l’agente non viene percepito, il test è positivo; altrimenti, è negativo. È meno preciso del QNFT e non è adatto alle maschere pieno facciali.
Frequenza del Fit Test
Il fit test va ripetuto in caso di:
Cambio di respiratore (taglia, stile, modello, materiale o marca)
Almeno ogni 3 anni
Cambiamenti fisici significativi del lavoratore (peso, viso, denti)
Conclusioni
Il fit test è indispensabile per proteggere i lavoratori dai rischi respiratori. La corretta applicazione della normativa e l’esecuzione accurata del test da parte di personale competente sono essenziali per la sicurezza sul lavoro.
Il supporto di SGI alle aziende
SGI affianca le imprese nell’attuazione di efficaci programmi di protezione delle vie respiratorie, mettendo a disposizione:
l’esecuzione di Fit Test quantitativi
percorsi di formazione e addestramento per il corretto utilizzo degli APVR
Per maggiori informazioni sul servizio di fit test di SGI e per richiedere un preventivo CONTATTACI
Ti potrebbe anche interessare:
MUD 2026: nuovo modello e proroga ufficiale
Scadenze ambientali 2026
Legge di Bilancio 2026: le principali novità ambientali
RENTRi: pubblicate le modalità operative – Aggiornamento
Tutela del suolo: scopri la Direttiva UE n. 2360/2025
Servizio FIT TEST
Offriamo il servizio di Fit Test per la verifica della tenuta dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie (DPI), su tutti i tipi di maschere facciali, anche le maschere intere. Non si esegue su DPI come cappucci o dispositivi di fuga.

