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27 Ott 2020

EMISSIONI IN ATMOSFERA: NUOVE MODIFICHE AL CODICE AMBIENTALE

Come comunicato nella precedente news con il Decreto Legislativo 102/2020 sono state nuovamente apportate integrazioni e correzioni alla disciplina vigente in materia di emissioni in atmosfera. Il nuovo provvedimento riporta disposizioni integrative e correttive al Decreto Legislativo 183/2017, che già aveva modificato profondamente la disciplina della Parte V del D. Lgs 152/06.

Le nuove modifiche sono finalizzate, in particolare, a garantire la certezza normativa in materia di obblighi e controlli relativi alla gestione degli stabilimenti che producono emissioni in atmosfera, nonché a razionalizzare le procedure autorizzative e il sistema delle sanzioni, con riguardo sia alle imprese sia ai privati gestori di impianti termici civili.
Di seguito illustriamo le principali novità, sempre a modifica del testo del D.Lgs 152/06:

Articolo 268:

  • inserita la definizione di “emissioni odorigene tramite la nuova lettera “f-bis)” che riporta la seguente definizione di emissioni odorigene: “emissioni convogliate o diffuse aventi effetti di natura odorigena;
  • sostituita la lett. mm) con «mm) solvente organico: qualsiasi COV usato da solo o in combinazione con altri agenti, senza subire trasformazioni chimiche, al fine di dissolvere materie prime, prodotti o rifiuti, o usato come agente di pulizia per dissolvere contaminanti oppure come dissolvente, mezzo di dispersione, correttore di viscosità, correttore di tensione superficiale, plastificante o conservante.”

Articolo 269:

  • I valori limite di emissione identificati e riportati nell’autorizzazione rilasciata al gestore dello stabilimento, unitamente al metodo di monitoraggio, devono riferirsi solo alle sostanze e ai parametri valutati pertinenti in relazione al ciclo produttivo e riportati in autorizzazione (comma 4).
  • Inserite delle precisazioni sulla gestione di variazione del gestore dello stabilimento e le relative tempistiche di comunicazione all’autorità competente nonché sulle spese per rilievi, accertamenti e sopralluoghi necessari per gli iter autorizzativi.

Articolo 271

  • Inserito il comma 7-bis il quale precisa che le emissioni delle sostanze classificate come cancerogene o tossiche per la riproduzione o mutagene (H340, H350, H360) e delle sostanze di tossicità e cumulabilità particolarmente elevata devono essere limitate nella maggior misura possibile dal punto di vista tecnico e dell’esercizio. Dette sostanze e quelle classificate estremamente preoccupanti dal regolamento REACH, cioè le cosiddette sostanze SVHC*, devono essere sostituite non appena tecnicamente ed economicamente possibile nei cicli produttivi da cui originano emissioni delle sostanze stesse.
    E’ introdotto inoltre l’obbligo per i gestori degli stabilimenti o delle installazioni in cui è previsto l’utilizzo di tali sostanze di inviare ogni cinque anni, a decorrere dalla data di rilascio o di rinnovo dell’autorizzazione, una relazione all’autorità competente in cui si analizza la disponibilità di alternative, se ne considerano i rischi e si esamina la fattibilità tecnica ed economica della sostituzione delle predette sostanze.
    Se le sostanze o miscele in esame sono utilizzate nei cicli produttivi da cui originano le emissioni in stabilimenti o installazioni in esercizio alla data di entrata in vigore del decreto, la relazione deve essere inviata all’autorità competente ENTRO UN ANNO dall’entrata in vigore del decreto (28.08.2021).
    In caso di modifica della classificazione delle stesse sostanze o miscele, il gestore deve presentare, entro tre anni dalla modifica, una domanda di autorizzazione volta all’adeguamento alle disposizioni del nuovo comma. In tal senso, i gestori di stabilimenti e istallazioni in esercizio alla data in entrata in vigore del decreto in cui le stesse sostanze o le miscele sono utilizzate nei cicli produttivi da cui originano le emissioni devono comunque presentare una nuova domanda di autorizzazione entro il 1° gennaio 2025 o entro una data precedente individuata dall’Autorità competente.
  • Disposto che “Le difformità accertate nel monitoraggio di competenza del gestore devono essere da costui specificamente comunicate alle autorità competenti entro 24 ore dall’accertamento”.

Articolo 272

  • Modificati i criteri di adesione alle autorizzazioni regionali di carattere generale (ad esempio le cosiddette “autorizzazioni in deroga” secondo gli allegati tecnici regionali emanati in accordo con l’art. 272 comma 2). In particolare, il nuovo comma 4 ora specifica che NON E’ POSSIBILE aderire alle autorizzazioni regionali di carattere generale nel caso in cui siano utilizzate, nei cicli produttivi da cui originano le emissioni, le sostanze o le miscele con indicazioni di pericolo H350, H340, H350i, H360D, H360F, H360FD, H360Df e H360Fd o sostanze classificate estremamente preoccupanti (sostanze SVHC) secondo il Regolamento REACH.
    Gli impianti attualmente in uso che, per effetto di questa nuova disposizione, non possano più utilizzare le autorizzazioni in via generale devono presentare all’autorità competente una domanda di autorizzazione ordinaria secondo l’art. 269 ENTRO 3 ANNI (scadenza 28.08.2023).
    La medesima tempistica di adeguamento (3 ANNI) è prevista per gli impianti che, a seguito di una modifica della classificazione di una sostanza, debbano rispettare il divieto appena descritto e non possano quindi continuare ad avvalersi dell’autorizzazione in via generale.
  • Sempre in materia di autorizzazioni in via generale, segnaliamo che il nuovo provvedimento precisa “La durata di 15 anni delle autorizzazioni generali prevista dall’articolo 272, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 2006 si applica anche alle adesioni alle autorizzazioni generali vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto” (art 3 comma 4 del D.Lgs 102/2020).

Articolo 279

  • All’articolo 279, comma 3, sono aumentate le sanzioni amministrative, eliminando però al contempo le sanzioni penali, per chi non effettua le comunicazioni previste, relativamente ai medi impianti di combustione.

Articolo 281

  •  Aggiunto il nuovo comma 10-bis che definisce un periodo transitorio per gli impianti che, per effetto dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 183 del 2017, non presentano più le caratteristiche per usufruire della deroga di cui al comma 1, dell’articolo 272 del d.lgs. n. 152 del 2006 (attività senza obbligo di autorizzazione).  In particolare, il comma 10-bis specifica che: “Agli impianti che, prima del 19 dicembre 2017, erano soggetti al regime di deroga previsto dall’articolo 272, comma 1, e che, per effetto del decreto legislativo n. 183 del 2017, sono esclusi da tale regime, si applicano le tempistiche di adeguamento e le procedure di rilascio, rinnovo o riesame dell’autorizzazione del relativo stabilimento previsti dall’articolo 273 -bis per i medi impianti di combustione di potenza termica nominale pari o inferiore a 5 MW.

Articolo 294

  • All’articolo 294 è sostituito il comma 1 con una nuova previsione per la quale: “Al fine di ottimizzare il rendimento di combustione, gli impianti disciplinati dal titolo I della parte quinta del presente decreto ( gli impianti non considerati impianti termici civili ) eccettuati quelli previsti dall’allegato IV, parte I, alla stessa parte quinta ( impianti in deroga di cui all’art. 272 comma 1 ), devono essere dotati, ove tecnicamente possibile, di un sistema di controllo della combustione che consenta la regolazione automatica del rapporto aria-combustibile. Ai fini della presente disposizione non si applicano le norme di aggregazione previste dall’articolo 272, comma 1.”
  • Aggiunto il comma 3-bis che detta le condizioni e le caratteristiche che devono essere rispettate dal sistema di controllo della combustione per consentire la regolazione automatica del rapporto aria-combustibile. Per gli impianti in esercizio al 19 dicembre 2017, l’adeguamento alle disposizioni del modificato articolo 294 deve essere effettuato sulla base del primo rinnovo dell’autorizzazione dello stabilimento o, in caso di impianti disciplinati dal titolo II della parte quinta del decreto legislativo n. 152 del 2006 (impianti termici civili) entro il 1° gennaio 2025.

 

Sono apportate modifiche agli allegati I (specie in riferimento ad alcuni valori limite di emissione), IV, VI e IX alla parte quinta del D. Lgs. 152/2006

NOTE
  • Le sostanze SVHC sono definite dal Regolamento REACH sostanze particolarmente preoccupanti; la presenza di queste sostanze negli articoli prodotti comporta alcuni obblighi specifici, al di fuori di quelli qui illustrati in materia di emissioni in atmosfera; l’elenco completo di tali sostanze è aggiornato a livello UE ogni 6 mesi ed è disponibile al link: https://echa.europa.eu/it/candidate-list-table.
  • Per “medio impianto di combustione” si intende un “impianto di combustione di potenza termica nominale pari o superiore a 1 MW e inferiore a 50MW, inclusi i motori e le turbine a gas alimentato con i combustibili previsti all’allegato X alla Parte Quinta o con le biomasse rifiuto previste all’allegato II alla Parte Quinta (art. 268 comma 1 lettera gg-bis del D. Lgs. 152/06 e succ. modifiche ed integrazioni).
  • I medi impianti di combustione sono stati oggetto di precise disposizioni normative emanate con D. Lgs. 183/2017 che ha modificato in tal senso molte parti del D. Lgs. 152/06.

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