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4 Nov 2019

ECONOMIA CIRCOLARE: il rifiuto diventa risorsa e si riduce lo spreco – Bando nazionale da 140 milioni di euro

L’economia circolare si contrappone a quella ‘lineare’ (cioè, un modello fondamentalmente usa-e-getta che si basa sullo schema “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”) e al contrario di quest’ultima, punta ad “allungare” il più possibile la vita di un prodotto con l’obiettivo di ridurre al minimo la spazzatura.

E’ attesa per fine anno la pubblicazione del bando nazionale dedicato all’ economia circolare che stanzia ben 140 milioni di euro su tutto il territorio. L’obiettivo è sostenere la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo nell’ambito della green economy e della riconversione produttiva con taglio da 500 mila a 2 milioni di euro.

L’invito è rivolto alle imprese, piccole e grandi, operanti in via prevalente nel settore manifatturiero ovvero in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere, e ai centri di ricerca.

I progetti devono essere finalizzati alla riconversione produttiva delle attività economiche attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali Key Enabling Technologies (KETs)

L’agevolazione è composta da un finanziamento agevolato pari al 50% delle spese e da una quota di contributo diretto alla spesa, fino al 20% delle spese (con ipotesi di differenti percentuali per grandi imprese e pmi).

Il Pacchetto europeo sull’ economia circolare contiene obiettivi giuridicamente vincolanti per il riciclaggio e la riduzione dello smaltimento in discarica con scadenze prestabilite. Comprende quattro direttive: imballaggi e rifiuti da imballaggio; discariche, pile e accumulatori; veicoli fuori uso e rifiuti elettronici.

Due gli obiettivi comuni per l’Unione europea: riciclaggio di almeno il 55% degli scarti urbani entro il 2025, quota destinata a salire al 60% al 2030 e al 65% al 2035; e del 65% degli imballaggi per il 2025 (70% al 2030) con obiettivi diversificati per materiale. Le nuove regole riguardano anche le discariche e prevedono un obiettivo vincolante di riduzione dello smaltimento in discarica. Entro il 2035 al massimo il 10% del totale degli scarti urbani potrà essere smaltito in discarica. Il termine per il recepimento delle quattro direttive è fissato al 5 luglio 2020.

 

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