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4 Feb 2020

DATI INAIL 2019 – INFORTUNI SUL LAVORO E MALATTIE PROFESSIONALI

Nella sezione “Open data” del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di dicembre.

Gli open data pubblicati sono provvisori e il loro confronto richiede cautele, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, a causa dei tempi di trattazione delle pratiche.

Nel numero complessivo degli infortuni sono incluse anche le comunicazioni obbligatorie effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

Il bilancio finale di Inail dice che nel 2019 sono state 641.638 le denunce d’infortunio sul lavoro presentate all’istituto (+0,1% sul 2018). Diminuiscono a livello nazionale le denunce per infortunio mortale: 1089, con un calo del 3,9%. I dati rilevati al 31 dicembre evidenziano un incremento solo dei casi avvenuti nel tragitto tra abitazione e lavoro e viceversa. Tra il 2018-19, in aumento le denunce d’infortuni presentate da donne (+0,5%). La flessione è da ritenere però poco rassicurante e il raffronto tra i due anni poco significativo, in quanto il  2018 si è contraddistinto, rispetto al 2019, soprattutto per il maggior numero di “incidenti plurimi”, ossia quegli eventi che causano la morte di almeno due lavoratori, che per loro natura ed entità possono influenzare l’andamento del fenomeno.

Analizzando i dati di Bergamo la sicurezza nel lavoro rimane “stabile”. I dati provinciali diffusi dall’INAIL evidenziano infatti una leggerissima diminuzione delle denunce totali per infortuni sul lavoro, scese sotto quota 14mila, sono rimasti uguali, e alti, gli infortuni mortali, 20 come nel 2018, mentre aumentano di poco le denunce di malattie professionali che si avvicinano adesso a 1200 e rappresentano quasi il 30% del dato regionale. La fotografia bergamasca è che poco più di 15 mila persone ogni anno si ammalano, s’infortunano o muoiono di lavoro. Numeri drammatici che dicono che la lotta per avere salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è ancora purtroppo una priorità sulla quale si deve investire di più.

Prioritarie diventano anche formazione e prevenzione, il lavoro non può e non deve diventare un dramma e il risultato di infortuni mortali zero deve essere l’obiettivo di tutti.

La nostra consulenza permette alle aziende di raggiungere la piena conformità degli impianti produttivi e degli ambienti di lavoro e l’implementazione delle corrette procedure in materia di sicurezza sul lavoro.

Tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori significa tutelare le proprie risorse umane e quindi anche la propria azienda. Significa inoltre minimizzare i costi dovuti alla non sicurezza, migliorare i rapporti con i lavoratori, l’organizzazione e l’efficienza dell’impresa e quindi la sua competitività sul mercato.