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30 Ott 2020

COVID-19: Gestione dei contatti in azienda

In questo articolo definiamo i passaggi per la gestione e l’individuazione dei cosiddetti “contatti stretti” in caso di positività al Covid-19. Fondamentale la conoscenza e l’applicazione da parte di tutti i dipendenti del protocollo aziendale e il controllo di tale applicazione da parte del Comitato nominato.

Quando l’informazione di un caso positivo o sospetto giunge in azienda, il datore di lavoro avverte il RSPP, il medico competente e il comitato di controllo. In azienda si procede alla sanificazione straordinaria degli ambienti di lavoro, applicando le indicazioni Ministeriali  contenute nella Circolare del Ministero della Salute 5443 del 22.02.2020.

Il personale dell’azienda sanitaria territoriale competente (ATS) contatta l’azienda in cui il lavoratore risulta occupato e richiede il nominativo del medico competente per avere la corretta collaborazione nell’identificare i contatti lavorativi da includere nella sorveglianza. In assenza del medico competente (casi in cui la sorveglianza sanitaria non è obbligatoria), si chiede la collaborazione del datore di lavoro o del personale da lui delegato.

La ricerca dei contatti finalizzata a prevenire ulteriori rischi di trasmissione del virus, si pone come obiettivo primario quello di identificare nel tempo più rapido possibile le persone esposte a casi Covid accertati, in quanto potenziali casi secondari.

Come definito nella Circolare del Ministero della Salute del 22/05/2020, si ritiene, che il periodo di contagiosità abbia decorrenza dalle  48 ore prima dell’inizio della comparsa dei primi sintomi del soggetto risultato positivo al virus, fino all’ultimo giorno di presenza in azienda, se l’esito è avvenuto successivamente alla comparsa dei primi sintomi.

L’identificazione ufficiale di una persona o lavoratore come “contatto stretto” spetta al Dipartimento di Prevenzione dell’ATS competente per territorio, che vi provvederà attraverso l’attività di contact tracing. Tale attività è regolamentata dalle indicazioni contenute nel Rapporto ISS n. 53/2020 “Guida per la ricerca e gestione dei contatti (contact tracing) dei casi di COVID-19.

Definizione di “contatto stretto”

L’ISS e la  Circolare Ministero della Salute 27 febbraio 2020 definiscono “contatto stretto” una persona che:

  • vive nella stessa casa di un caso di COVID-19;
  • ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (es. stretta di mano);
  • ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (es. toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);
  • ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore di 15 minuti;
  • si è trovata in un ambiente chiuso (es. aula, sala riunioni, sala d’attesa, veicolo) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri

Dopo aver individuato le persone potenzialmente esposte al virus inizia la fase di colloquio e valutazione del rischio.

Il colloquio ha lo scopo primario di informare tali soggetti che potrebbero essere stati esposti ad un caso di COVID-19.

La valutazione del rischio serve invece a classificare i contatti ad alto o basso rischio, per fornire informazioni e istruzioni dettagliate sui comportamenti da adottare e sulle misure di prevenzione per evitare un’ulteriore trasmissione del virus.

Cosa può fare il datore di lavoro se l’ATS non interviene?

Il datore di lavoro, in collaborazione con il medico competente, in attesa dell’intervento delle autorità preposte, può provvedere preventivamente a stilare un elenco delle persone (potenzialmente) a rischio contagio. Invitando le stesse a contattare il proprio medico di base (MMG) o l’ATS di competenza.

Faq Ministero della Salute

Le Regioni e le Provincie Autonome, attraverso le strutture sanitarie locali, sono responsabili della sorveglianza sanitaria dei contatti presenti nell’ambito del territorio di competenza. Tali attività sono affidate al Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria locale (ASL).

In attesa di essere contattati dal Dipartimento di Prevenzione della ASL territorialmente competente è possibile rivolgersi al proprio medico di medicina generale (MMG) o pediatra di libera scelta (PLS) o alla continuità assistenziale (ex-guardia medica), che potrà fornire indicazioni specifiche su come procedere per contattare l’ASL di riferimento, oppure ai numeri verdi regionali attivati per rispondere alle richieste di informazioni riguardo le misure adottate per il contenimento e la gestione dell’emergenza COVID-19 in Italia, consultabili sul sito del Ministero della salute o sui siti web delle singole Regioni.

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