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15 Ott 2021

Controlli green pass: ulteriori indicazioni per i datori di lavoro

Con il DPCM 13 ottobre 2021 e l’aggiornamento delle FAQ, il Governo definisce ulteriori modalità di verifica del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 in ambito lavorativo.

DPCM 13 ottobre 2021

Green Pass, FAQ sui dpcm firmati dal Presidente Draghi

A seguito del parere favorevole espresso dal Garante della Privacy sono stati introdotti nuovi strumenti di verifica della validità dei certificati Green Pass sia nei settori pubblico che privato, alternativi all’app Verifica C19, costituiti da:

a) un Software Development Kit – SDK, rilasciato dal Ministero della Salute con licenza open source, che consente di integrare nei sistemi di controllo degli accessi, le funzionalità di verifica della Certificazione verde COVID-19, mediante la lettura del QR code;

b) una interazione in modalità asincrona tra la Piattaforma NoiPA, realizzata dal Ministero dell’economia e delle finanze per la gestione del personale delle pubbliche amministrazioni e la PN-DGC per la verifica del possesso delle Certificazioni verdi COVID-19 in corso di validità da parte dei dipendenti pubblici degli enti aderenti a NoiPA;

c) una interazione in modalità asincrona tra il Portale INPS e la PN-DGC, per la verifica del possesso delle Certificazioni verdi COVID-19 in corso di validità da parte dei dipendenti dei datori di lavoro, con più di 50 dipendenti, sia privati che pubblici non aderenti a NoiPA;

Le funzionalità di verifica del possesso delle Certificazioni verdi COVID-19 di cui alle lettere b) e c) possono essere attivate previa richiesta del Datore di Lavoro e devono essere rese disponibili al solo personale autorizzato alla verifica per conto del datore di lavoro.

d) una interoperabilità applicativa in modalità asincrona tra i sistemi informativi di gestione del personale delle amministrazioni pubbliche con almeno 1.000 dipendenti, anche con uffici di servizio dislocati in più sedi fisiche e la PN-DGC.

La funzionalità di verifica del possesso delle Certificazioni verdi COVID 19 di cui alla lettera d) richiede preventiva autorizzazione e accreditamento, sulla base di apposita convenzione con il Ministero della Salute.

I soggetti preposti alla verifica ai sensi del DL 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, sono titolari del trattamento dei dati effettuato con le modalità descritte nell’allegato H.

Il personale interessato dal processo di verifica deve essere informato dal proprio datore di lavoro sul trattamento dei dati attraverso una specifica informativa, anche mediante comunicazione resa alla generalità del personale, ai sensi degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679.

Il DPCM comprende 4 allegati:

  • A riporta i dati trattati dai sistemi informativi per la generazione delle certificazioni verdi COVID-19 dalla Piattaforma Nazionale-DGC e i dati riportati nelle certificazioni verdi COVID-19.
  • B riporta le funzioni e servizi della Piattaforma Nazionale-DGC.
  • C contiene il Documento tecnico Sistema TS: funzionalità di acquisizione dati per le Certificazioni verdi COVID-19. Dati e relativo trattamento.
  • H disciplina le diverse modalità per il controllo automatizzato del possesso della Certificazione verde COVID-19 tramite i software e gli applicativi previsti, integrati con la Piattaforma Nazionale DGC (PN-DGC) e che affiancano l’utilizzo dell’app governativa del Ministero della Salute, denominata “VerificaC19” e che può quindi continuare ad essere utilizzata.

FAQ: risposte alle domande frequenti sui dpcm riguardanti green pass e ambito lavorativo

Aggiornate in data 12/10 le faq che vi invitiamo a leggere in caso di dubbi relativi all’applicazione

Facciamo chiarezza sulla domanda che al fine di consentire l’accesso al lavoro a chi ne abbia diritto, prevede inoltre: “Nelle more del rilascio e dell’eventuale aggiornamento delle certificazioni verdi Covid-19 da parte della piattaforma nazionale DGC, i soggetti interessati possono comunque avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta che attestano o refertano una delle condizioni di cui al comma 2, lettere a), b) e c), dell’articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021, in coerenza con il disposto dell’ultimo periodo del comma 10 del medesimo articolo.
Occorre ricordare che tale certificazione potrà essere esibita solo nei seguenti casi:
  1. aver effettuato la prima dose o il vaccino monodose da 15 giorni;
  2. aver completato il ciclo vaccinale;
  3. aver fatto la dose aggiuntiva al primo ciclo di vaccinazione;
  4. essere risultati negativi a un tampone molecolare nelle ultime 72 ore o antigenico rapido nelle 48 ore precedenti;
  5. essere guariti da COVID-19 nei sei mesi precedenti.