— ANALISI E CAMPIONAMENTI

La normativa vigente in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pone a carico del datore di lavoro l’obbligo d’individuare, valutare e controllare i fattori ambientali di natura chimica, fisica e biologica che derivano dall’attività produttiva e che possono incidere negativamente sulla salute e il benessere dei lavoratori.

I nostri tecnici qualificati eseguono tutte le indagini necessarie alla valutazione strumentale dei rischi quali rumore, vibrazioni, microclima, CEM e ROA.

La categoria rumore viene definita come un suono che provoca una sensazione sgradevole, di origine sia naturale sia artificiale. Un’alta esposizione al rumore nei luoghi di lavoro può causare gravi danni e comporta le malattie professionali statisticamente più significative, ovvero ipoacusia e sordità.

Il rischio vibrazioni si presenta quando un lavoratore utilizza strumenti o macchinari, come ad esempio martelli pneumatici, trapani, seghe circolari, tagliaerba, carrelli elevatori, trattori, ecc., che determino delle sollecitazioni negli apparati e negli organi interni.

Il rischio vibrazioni si presenta quando un lavoratore utilizza strumenti o macchinari, come ad esempio martelli pneumatici, trapani, seghe circolari, tagliaerba, carrelli elevatori, trattori, ecc., che determino delle sollecitazioni negli apparati e negli organi interni.

Il termine ROA indica le radiazioni ottiche artificiali, ossia quelle radiazioni elettromagnetiche, comprese nella fascia di lunghezza d’onda tra i 100 nm e 1 mm, prodotte da una fonte artificiale.
L’esposizione a ROA può avere effetti nocivi sugli occhi e sulla cute dei lavoratori, a seconda del tipo di attività svolta.  I settori coinvolti possono essere diversi: da quello medico a quello estetico, passando per la saldatura, le attività che hanno a che fare con fotoincisione, sterilizzazione, forni di fusione, riscaldatori radianti, essicazione di inchiostri e vernici e molte altre ancora.
Il campo di applicazione del D.Lgs. 81/2008 prende in considerazione le radiazioni ottiche artificiali con lo spettro compreso tra le radiazioni ultraviolette (UVA, UVB e UVC) e le radiazioni infrarosse (IR).

Il rischio biologico in ambiente di lavoro si identifica con la determinazione del rischio di esposizione ad agenti biologici e con la conseguente strategia di prevenzione che richiede specifiche misure di protezione.
Nel D. Lgs 81/08 è definito agente biologico “qualsiasi microorganismo, anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni”.

Al fine di valutare l’esposizione dei lavoratori eseguiamo un monitoraggio microbiologico ambientale dei luoghi di lavoro che permette di conoscere le concentrazioni dei microrganismi presenti, escludere la presenza di eventuali patogeni e valutare l’efficacia delle misure adottate per il contenimento del rischio (D. Lgs. 81/08).

Il rischio biologico in ambiente di lavoro si identifica con la determinazione del rischio di esposizione ad agenti biologici e con la conseguente strategia di prevenzione che richiede specifiche misure di protezione.
Nel D. Lgs 81/08 è definito agente biologico “qualsiasi microorganismo, anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni”.

Al fine di valutare l’esposizione dei lavoratori eseguiamo un monitoraggio microbiologico ambientale dei luoghi di lavoro che permette di conoscere le concentrazioni dei microrganismi presenti, escludere la presenza di eventuali patogeni e valutare l’efficacia delle misure adottate per il contenimento del rischio (D. Lgs. 81/08).

Il monitoraggio degli inquinanti aero dispersi prevede la misurazione degli agenti presenti nell’aria che si possono rivelare potenzialmente pericolosi per l’ambiente o per la salute dei lavoratori.

La valutazione degli inquinanti aero dispersi è obbligatoria in qualunque attività lavorativa che utilizza macchine, attrezzature ed impianti potenzialmente in grado di produrre polveri, fumi e nebbie che potrebbero, almeno in parte, disperdersi negli ambienti di lavoro, integrandosi con l’aria respirata dai lavoratori.

Il gas radon è un elemento chimico radioattivo, e rappresenta per l’uomo la più importante fonte di radiazioni ionizzanti di origine naturale.

È presente nel sottosuolo e tende a concentrarsi particolarmente negli ambienti come sotterranei ed edifici seminterrati. Il D.Lgs. 241/2000 stabilisce l’obbligo di valutare il rischio di esposizione al radon nel momento in cui sono presenti lavoratori che permangono in ambienti sotterranei o semisotterranei (con almeno tre pareti confinanti con il terreno) per almeno 10 ore al mese.

Analisi strumentale per la movimentazione manuale dei carichi e/o sovraccarico biomeccanico arti superiori

  • Valutazione attrezzature munite di video terminale
  • Rischio macchine e attrezzature
  • Valutazione impatto acustico

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