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1 Ott 2019

AMIANTO: Killer silenzioso – Fondamentali analisi e controlli

A distanza di vent’anni dall’emanazione della legge che stabilisce la cessazione dell’impiego e nonostante la normativa italiana sia tra le più avanzate in Europa, l’amianto nel nostro paese costituisce ancora oggi un problema irrisolto.

L’uso dell’amianto è stato molto frequente nell’edilizia fino al 1992, anno in cui il suo impiego è stato vietato dalla legge 257. Il divieto ha portato con sé il problema di individuare le sorti di quello già presente nel patrimonio immobiliare.

Per una definizione completa degli obblighi dei proprietari di immobili con amianto, occorre una diagnosi dello stato del bene, per comprendere anzitutto se sia presente o meno amianto nella struttura e in quali condizioni esso versi.

Il censimento degli edifici è obbligatorio per gli edifici pubblici, per i locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva e per i blocchi di appartamenti, mentre è facoltativo per i proprietari delle singole unità, ferma la possibilità per Asl e Comuni di chiedere informazioni e documenti e ferme le specifiche norme regionali.

Il controllo e manutenzione dello stato dell’amianto include molteplici attività: dalla predisposizione di un programma di controllo e manutenzione, alla designazione di una figura responsabile con compiti di controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive che interessano i materiali di amianto. È poi necessario documentare l’ubicazione dell’amianto e vanno predisposte adeguate misure di sicurezza e fornite le necessarie informazioni agli occupanti dell’edificio sulla presenza di amianto nello stabile, sui rischi potenziali e sui comportamenti da adottare.

Nei luoghi di lavoro è il datore il responsabile che si assume le relative responsabilità di sorveglianza e bonifica. La disciplina sull’amianto come materiale presente in un immobile deve essere integrata anche con il Dlgs 81/2008 per la protezione dei lavoratori da sostanze pericolose.

SGI da sempre partner ideale per le aziende, garantisce analisi (MOCF: Conteggio delle effettive fibre di amianto – SEM: Analisi per determinare la concentrazione di fibre di amianto), valutazioni dettagliate e assistenza nel rispetto delle norme vigenti.

In caso di danneggiamento, deterioramento o comunque quando la diagnosi abbia evidenziato amianto in cattive condizioni occorre procedere con la bonifica del manufatto.

Le imprese che utilizzano amianto, direttamente o indirettamente, nei processi produttivi, o che svolgono attività di smaltimento o di bonifica dell’amianto, annualmente entro fine febbraio, devono inviare alle Regioni, province autonome e alle unità sanitarie locali nel cui ambito di competenza sono situati gli stabilimenti o si svolgono le attività dell’impresa, una relazione comprendente:

  • I tipi e i quantitativi di amianto utilizzati e dei rifiuti di amianto che sono oggetto dell’attività di smaltimento o di bonifica;
  • Le attività svolte, i procedimenti applicati, il numero e i dati anagrafici degli addetti, il carattere e la durata delle loro attività e le esposizioni all’amianto alle quali sono stati sottoposti;
  • Le caratteristiche degli eventuali prodotti contenenti amianto;
  • Le misure adottate o in via di adozione ai fini della tutela della salute dei lavoratori e della tutela dell’ambiente.

Per gli illeciti che possono essere commessi se si possiede un manufatto contenente amianto o si è responsabili di un’attività che si svolge in locali dove sono presenti tali manufatti sono previste sanzioni amministrative e penali.

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