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17 Mag 2014

Ambiente

Obbligo di Diagnosi Energetica per Grandi Imprese, Imprese Energivore e Multisito

Per effetto del Decreto Efficienza Energetica 102/2014, le grandi imprese e le imprese co-siddette energivore dovranno assolvere entro il 5 dicembre 2015 (e successivamente ogni 4 anni) l’obbligo di diagnosi energetica nei siti localizzati sul territorio nazionale.
Ad essere sottoposte a tale obbligo, come accennato in precedenza, sono le seguenti categorie:

Grandi imprese: vale a dire imprese che occupano più di 250 persone oppure im-prese il cui fatturato annuo supera i 50 milioni di euro e il cui totale di bilancio supe-ra i 43 milioni di euro.
Le imprese associate (quelle aventi una quota di partecipazione compresa tra il 25% e il 50%) calcolano effettivi fatturato e bilancio sommando ai propri quelli dell’impresa associata in quota proporzionale alla percentuale che ne detengono e per cui sono detenute.
Le imprese collegate (quelle aventi una quota di partecipazione superiore al 50%) calcolano effettivi fatturato e bilancio sommando ai propri quelli dell’impresa asso-ciata collegata
Il criterio di grande impresa deve essere soddisfatto nell’anno 2013 e 2014.

Imprese energivore: sono le imprese che beneficiano degli incentivi per le energi-vore e che ne hanno beneficiato nell’anno 2014.

Le imprese multisito: per le imprese con più siti produttivi, il D.Lgs prevede le seguen-ti modalità:

  • I siti da sottoporre a diagnosi potranno essere al massimo 100;
  • I siti con consumo inferiore a 100 TEP sono esclusi dall’obbligo di diagnosi fino ad un numero massimo di siti che copre il 20% del consumo totale dell’impresa;
  • I siti con consumo superiore a 1.000 TEP (primario o terziario) o 10.000 TEP (in-dustriale) hanno tutti l’obbligo di essere sottoposti a diagnosi; o I siti con consumi intermedi dovranno essere sottoposti a diagnosi energetica in base alla suddivisione in fasce di consumo ed al successivo campiona-mento indicato nelle linee guida ENEA.

L’obbligo di diagnosi non si applica alle grandi imprese che hanno adottato sistemi di ge-stione conformi alle norme ISO 50001 o EN ISO 14001 o EMAS a condizione che il sistema di gestione in questione includa un audit energetico realizzato in conformità a quanto previ-sto dal decreto. I soggetti obbligati che non effettuano la diagnosi energetica sono sog-getti a sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 a 40.000 euro.

Dagli USA nuove tecnologie per la salvaguardia dell’ambiente

Due importanti Università americane hanno da poco pubblicato dei progetti di sviluppo tecnologici che potrebbero rivelarsi estremamente interessanti per il tema della salva-guardia dell’ambiente: uno, da parte della Purdue University, riguarda il riciclaggio del polistirolo espanso, mentre l’altro, ad opera di Oregon State University, aiuterà sicuramen-te a capire il mondo in cui ci troviamo a vivere.

La ricerca di Purdue va ad individuare una nuova e sicuramente più eco-friendly possibile destinazione per il polistirolo espanso (tipico degli imballaggi) inteso come rifiuto da smalti-re: la produzione di batterie ricaricabili. Infatti, gli scienziati dell’Università sono riusciti, par-tendo da rifiuti di EPS, a realizzare un nuovo tipo di anodo a base carbonica che addirittu-ra ha mostrato delle prestazioni superiori a quelle degli anodi presenti attualmente sul mercato. Il risultato è considerevole in quanto potrebbe aprire le porte ad un processo di produzione delle batterie molto meno costoso, più rispettoso dell’ambiente e più pratico nella produzione a larga scala.

Il secondo studio, come accennato, si pone come un qualcosa di potenzialmente rivolu-zionario per la consapevolezza individuale dello stato ambientale dei luoghi dove vivia-mo. Infatti, un team di scienziati della Oregon State University ha messo a punto un dispo-sitivo indossabile in gomma che è in grado di percepire circa 1.400 composti chimici diffe-renti. Il funzionamento di questo “braccialetto” è estremamente semplice: va indossato per un periodo variabile che può arrivare fino ad un massimo di 30 giorni, all’interno del quale esso assorbirà le sostanze chimiche volatili e semi-volatili che ci circondano. Una volta terminato il periodo di utilizzo, sarà possibile fare analizzare i dati raccolti e ricevere un referto dettagliato degli agenti chimici cui ci si è esposti. Proprio quest’ultimo punto rappresenta al momento il punto debole del progetto, intitolato “My Exposome”, in quan-to il prezzo del bracciale e dell’analisi sfiora i 1000 dollari, non esattamente una cifra che ne possa favorire da subito la diffusione su larga scala.