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Rischio elettrico nelle aziende, quali obblighi?
17 Gen 2018

Verifiche impianti elettrici, pubblicata una nuova guida INAIl

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INAIL ha recentemente pubblicato un opuscolo dedicato alle verifiche impianti elettrici. Nella fattispecie, nel volume vengono affrontati i diversi tipi di verifiche, le precauzioni da adottare, la frequenza e il rapporto di verifica per impianti elettrici ad uso medico e non solo. Come detto, il tema portante sono le verifiche degli impianti elettrici, vale a dire l’insieme delle operazioni che accertino la conformità dell’impianto alla regola dell’arte dal punto di vista della sicurezza. Analizziamo brevemente i contenuti dell’opuscolo.

Obblighi in materia di verifiche impianti elettrici

Il D.Lgs. 81/08 (Art. 80), prevede come obbligo del datore di lavoro assicurare che i lavoratori siano protetti dai rischi di natura elettrica. I rischi di questo genere derivano solitamente da impianti elettrici, attrezzature e materiali elettrici. All’art. 86, viene ritenuta necessario verificare lo stato di conservazione e di efficienza degli impianti elettrici e degli impianti di protezione dai fulmini. Il compito di verificare la prima installazione degli impianti di messa a terra nei luoghi di lavoro spetta a INAIL, che vi provvede a campione.

La guida INAIL fa presente che le verifiche di un sistema elettrico collegato alla rete possono essere effettuate con riferimento alla norma CEI 64-8/6, che fornisce le prescrizioni per le verifiche di qualsiasi impianto elettrico. In aggiunta a quanto previsto da tale norma, delle prescrizioni e considerazioni aggiuntive specifiche per i lavori elettrici possono essere trovate nella norma CEI 11-27. Per semplificare, iniziamo con il dire che che le verifiche, le quali devono essere condotte in modo da accertare la sicurezza dell’impianto, possono essere suddivise in verifiche iniziali e verifiche periodiche.

La verifica iniziale ha come principale scopo determinare la conformità dell’impianto allo stato dell’arte in vigore (anche e soprattutto al fine del rilascio della dichiarazione di conformità), per controllare la conformità dell’installazione al progetto ed infine per identificare eventuali difetti dell’impianto.

Le verifiche periodiche servono invece a determinare la permanenza nel tempo dei requisiti di funzionalità e sicurezza dell’impianto, oltre che di tutte le apparecchiature che lo costituiscono. Sono necessarie da un lato per confermare che l’impianto non sia danneggiato o deteriorato, dall’altro al fine di individuare eventuali difetti dell’impianto che magari non sono stati messi in evidenza durante verifiche precedenti.

Quale frequenza per le verifiche impianti elettrici?

Un altro elemento su cui la guida INAIL può rappresentare un utile strumento è la frequenza delle verifiche periodiche. In particolare, il documento ricorda che, secondo la CEI 64-8/6, la frequenza della verifica periodica di un impianto va determinata considerando diversi fattori, quali ad esempio:

  • Tipo di impianto e componenti;
  • Uso e funzionamento dell’impianto;
  • Frequenza e qualità della manutenzione;
  • Influenze esterne a cui l’impianto è soggetto.

In base alla norma, l’intervallo di tempo può essere anche di alcuni anni (per esempio 5), eccezion fatta per determinati casi che presentano rischi maggiori. Rientrano in questa categoria, per cui l’intervallo previsto è di due anni:

  • Posti di lavoro/luoghi con rischio di degrado, incendio, esplosione;
  • Posti di lavoro/luoghi in cui coesistano impianti di AT e BT;
  • Luoghi ai quali abbia accesso il pubblico;
  • Cantieri;
  • Locali medici.

In qualche altro caso, invece, l’intervallo di tempo è stabilito da prescrizioni di carattere legislativo.

In quanto Ente formativo accreditato  presso la Regione Lombardia, S.G.I. eroga tutti i corsi che fanno capo al D.Lgs. 81/08 e s.m.i. Tra questi, anche i corsi di formazione PES PAV. Per ulteriori informazioni sull’offerta formativa di S.G.I. contattateci all’indirizzo info@sistemigestioneintegrata.eu.

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