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9 Giu 2017

Valutazione Microclima: quando la temperatura può diventare un rischio per i lavoratori

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Il D.Lgs. 81/08 impone alle aziende diversi obblighi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra questi, uno dei più importanti è una corretta valutazione dei rischi specifici dell’azienda. Una volta individuati ed analizzati, i rischi vengono inseriti nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), insieme alle necessarie misure da mettere in atto per minimizzare la probabilità che tali pericoli portino ad infortuni o incidenti durante lo svolgimento dell’attività lavorativa.
All’interno del ventaglio dei rischi, è possibile individuarne di varia natura come ad esempio quelli chimici, biologici o fisici. In questo articolo ci concentreremo particolarmente su un rischio che rientra nell’ultima categoria: il rischio derivante dalle condizioni microclimatiche dell’ambiente di lavoro.

Microclima e rischi fisici: il Titolo VIII del D.Lgs. 81/08

I criteri per la valutazione dei rischi da agenti fisici sono inseriti all’interno del Titolo VIII del D.Lgs. 81/08. Rientrano in questa categoria rischi quali rumore, vibrazioni, campi elettromagnetici (CEM) e radiazioni ottiche artificiali (ROA). Insieme a questi vi è il cosiddetto rischio microclima, che fa capo anche all’Allegato IV del Testo Unico Sicurezza.
Per definizione, il microclima è il complesso dei parametri fisici ambientali che caratterizzano l’ambiente locale e che, assieme a parametri individuali quali l’attività metabolica e l’abbigliamento, determinano gli scambi termici fra l’ambiente stesso e gli individui che vi operano.

In ambiente di lavoro, è solitamente possibile riscontrare due tipi di ambienti microclimatici: gli ambienti moderati e gli ambienti severi (freddi e caldi).

Tipicamente, dal punto di vista del microclima, in un ambiente di lavoro è possibile trovare due tipologie di ambienti: ambienti moderati e ambienti severi.
Per effettuare la valutazione dei rischi da microclima, si valutano alcuni parametri quali ad esempio temperatura dell’aria, umidità e resistenza tecnica del vestiario utilizzato dai lavoratori. Solitamente, per ambiente moderato di intendono i luoghi di lavoro dove non sono presenti specifiche esigenze produttive che impediscano il raggiungimento del comfort microclimatico. Gli ambienti severi sono, invece, luoghi dove esistono specifiche esigenze produttive (per esempio celle frigorifere) che potrebbero causare l’insorgere di situazioni di stress fisico. Gli ambienti severi vengono suddivisi tra severi freddi e severi caldi.

Ambienti di lavoro severi freddi e severi caldi

Ambienti severi caldi e severi freddi sono caratterizzati da interventi diversi del corpo umano per prevenire le situazioni di non comfort. Nella fattispecie, gli ambienti severi freddi si caratterizzano per una grande attività del sistema di termoregolazione per prevenire una eccessiva diminuzione della temperatura corporea. Invece, gli ambienti severi caldi implicano un intervento del sistema di termoregolazione per prevenire un eccessivo accumulo di calore nel corpo. Ciascun tipo di ambiente severo fa riferimento a specifiche norme tecniche.

Grazie al proprio team di tecnici esperti, S.G.I. supporta le aziende nella corretta valutazione dei rischi da microclima. Nella fattispecie, possiamo effettuare la misurazione dei parametri microclimatici per procedere poi alla valutazione del rischio vero e proprio.
Per ogni chiarimento ed informazione, non esitate a contattarci all’indirizzo info@sistemigestioneintegrata.eu

 

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