News

12 Giu 2017

Sicurezza sul lavoro: fino a 18 anni di carcere per il datore di lavoro

//
Commenti0

Il tema della sicurezza sul lavoro è sempre all’ordine del giorno per le imprese. Il D.Lgs. 81/08 non sempre viene rispettato dalle aziende e ciò si evince anche dal numero sempre crescente di infortuni. Neppure la paura di pesanti sanzioni sembra aver effetti sugli imprenditori più refrattari alla cultura della sicurezza. Forse però qualcosa sta cambiando: infatti, un nuovo disegno di legge potrebbe inasprire di molto il quadro sanzionatorio. Nonostante si trovi ancora in Commissione Giustizia, analizziamo in breve le possibili novità che dovrebbero essere introdotte.

Sicurezza sul lavoro e infortuni: i capisaldi del Disegno di Legge

Il Disegno di Legge parte dai preoccupanti dati relativi agli infortuni ed alla sicurezza sul lavoro in generale. Secondo tali dati, nel 2016 sono stati riscontrati ben 641 casi di morti sul lavoro. A livello settoriale, a farne maggiormente spesa è stata l’agricoltura (31%), seguita da edilizia (19,6%), autotrasporti ed industria (rispettivamente 9,3 e 8,2%).

Da qui la necessità di proporre una norma che punisse maggiormente gli infortuni sul lavoro, in particolar modo quelli causati da distrazione, disinteresse o peggio per un’assoluta noncuranza delle normative.

Di fatto, la proposta di legge prevede la modifica del codice penale con l’introduzione di due reati abbastanza pesanti per datori di lavoro e responsabili.

I nuovi reati di omicidio e lesioni sul lavoro

I due reati che verranno introdotti sono l’omicidio sul lavoro e le lesioni sul lavoro (gravi o gravissime). Per quanto riguarda la prima casistica, si è seguita la falsariga dettata dall’introduzione del reato di omicidio stradale. Infatti, il nuovo reato intende severamente punire chi sul lavoro cagiona la morte di vittime innocenti dimostrando di dare la precedenza ad altri interessi e valori rispetto alla tutela della vita umana.

In questo modo, verranno punite diverse condotte, categorizzate a seconda del grado di colpa e alle violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Detto ciò, ecco alcune delle pene previste:

  • Da 2 a 7 anni di reclusione per l’omicidio in violazione delle norme su infortuni e malattie professionali. In caso di mancata valutazione dei rischi e nomina di un RSPP è previsto un inasprimento della pena;
  • Da 5 a 7 anni per aver messo a disposizione strumenti non conformi alle normative nazionali ed europee. In caso di violazione delle normative su sostanze pericolose ed agenti biologici, la pena sale da 8 a 12 anni;
  • Fino a 18 anni di reclusione qualora sia cagionata la morte di uno o più lavoratori.

Per ciò che riguarda invece il reato di lesioni personali sul lavoro gravi o gravissime, le pene sono leggermente meno pesanti. Nella fattispecie, si va da tre mesi ad un anno per le lesioni gravi e da uno a tre anni per lesioni gravissimi. Anche in questo caso, la pena può essere aggravata per mancati adempimenti nella valutazione dei rischi e nella nomina di un RSPP.

S.G.I. può essere un valido partner per tutto ciò che riguarda la sicurezza sul lavoro a 360 gradi. Con il suo staff, può supportare i clienti in tutti gli adempimenti previsti dal D.Lgs. 81/08. Per ulteriori informazioni e chiarimenti, non esitate a contattarci all’indirizzo info@sistemigestioneintegrata.eu

Rispondi

Il nostro sito usa cookie per poterti offrire una migliore esperienza di navigazione. I cookie ci permettono di conteggiare le visite in modo anonimo e non ci consentono in alcun modo di identificarti direttamente. Approfondisci cliccando Maggiori Informazioni e leggi come rifiutare tutti o alcuni cookie. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi