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Rischio elettrico nelle aziende, quali obblighi?
12 Ott 2017

Rischio elettrico, quali sono gli strumenti per assicurare la sicurezza sul lavoro

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Tra le principali cause di infortunio in Italia (al settimo posto per l’esattezza), c’è anche il contatto elettrico diretto. Proprio il rischio elettrico è uno dei rischi da valutare attentamente e che spesso si traduce in situazioni di pericolo ed incidenti sul lavoro. Di questi incidenti, oltre la metà avvengono nel settore dell’edilizia. In questo articolo, vogliamo approfondire il tema analizzando i fattori di rischio principali e le possibili misure di prevenzione previste dal D.Lgs. 81/08.

Infortuni riconducibili al rischio elettrico, quando e dove avvengono

All’interno del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, il rischio elettrico è affrontato agli articoli 82, 83 e 117 (quest’ultimo relativo unicamente ai cantieri). Da un recente rapporto INAIL, è possibile individuare i principali fattori di rischio degli incidenti in ambito di rischio elettrico. A tal fine, è opportuno sottolineare come la maggior parte degli infortuni avvengano durante lo svolgimento di attività che nulla hanno a che vedere con l’installazione e la manutenzione di impianti elettrici.
In questo caso, gran parte degli infortuni sul lavoro avvengono poiché mezzi pesanti o lavoratori in altezza entrano in contatto con linee aree di media o alta tensione. Per questo tipo di incidente, le principali cause vengono individuate in:

  • Mancata pianificazione preliminare con i dovuti sopralluoghi dell’ambiente dove il lavoro verrà svolto;
  • Mancanza di opportuna segnaletica relativa alla presenza della linea aerea;
  • Carenza di formazione ed addestramento degli operatori, che può facilitare errori durante lo svolgimento dell’attività;
  • Mancanza di coordinamento e comunicazione tra i lavoratori coinvolti;
  • Mancanza o utilizzo improprio dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI);
  • Assenza, ad esempio sulle Piattaforme di Lavoro Elevabili (PLE), di pulsantiera autonoma che renda indipendente l’attività dell’operatore da quella dei guidatori dei mezzi.

L’altra situazione dove si registrano infortuni è il contatto durante le attività di manutenzione o installazione di impianti elettrici. In questo caso, i principali fattori di rischio sono riconducibili a:

  • Pratiche scorrette dovute a mancanze formative;
  • Mancato coordinamento tra operatore e altri lavoratori che svolgono attività di supporto;
  • Malfunzionamento o mancanza di dispositivi di protezione dell’impianto su cui si opera;
  • Mancanza o utilizzo improprio dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

Misure di prevenzione per il rischio elettrico

Anche per quanto riguarda le possibili misure di prevenzione, è opportuno mantenere distinti lavori non elettrici e lavori elettrici. Per la prima categoria, le principali attività per assicurare la sicurezza degli operatori sono:

  • Pianificazione preventiva del lavoro, con l’individuazione di eventuali parti in tensioni accessibili durante lo svolgimento dell’attività. In questo primo ambito rientra anche il calcolo delle distanze di sicurezza da mantenere sulla base di quanto indicato dall’Allegato IX del D.Lgs. 81/08;
  • Apposizione della corretta segnaletica di pericolo, qualora la pianificazione evidenziasse la presenza di aree pericolose;
  • Assicurarsi che gli operatori coinvolti siano stati informati e formati sui rischi di natura elettrica;
  • Comunicare a tutti coloro che potrebbero essere esposti al pericolo i risultati della pianificazione e le misure di prevenzione adottate.

Nel caso invece di lavori sotto tensione (Art. 82 D.Lgs. 81/08), i principali elementi di prevenzione sono rappresentati da:

  • Elaborazione di un piano di lavoro;
  • Elaborazione di un piano di intervento;
  • Formale consegna e restituzione dell’impianto. Questo avviene con il formale permesso di lavoro firmato dal responsabile dell’impianto e dal preposto ai lavori;
  • Formazione ed addestramento dei lavoratori. In tal senso, la normativa in materia di sicurezza sul lavoro prevede corsi specifici per gli operatori elettrici. Questi corsi di formazione hanno l’obiettivo di qualificare il personale addetto alle attività sugli impianti elettrici. L’obbligo di formazione riguarda le figure professionali del PES (Persona Esperta) e del PAV (Persona Avvertita) e prevede un corso abilitante della durata di 12 ore. In caso di mancata formazione sul rischio elettrico il datore di lavoro rischia l’arresto da tre a sei mesi ed una sanzione fino ai 6.400, oltre a quelle previste per la violazione dell’Articolo 37 del D.Lgs. 81/08.

In quanto Ente formativo accreditato  presso la Regione Lombardia, S.G.I. eroga tutti i corsi che fanno capo al D.Lgs. 81/08 e s.m.i. Tra questi, anche i corsi di formazione PES PAV. Per ulteriori informazioni sull’offerta formativa di S.G.I. contattateci all’indirizzo info@sistemigestioneintegrata.eu.

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