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10 Ott 2017

Omicidio sul lavoro, in Aula un disegno di legge in materia

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Infortuni e morti sul lavoro sono purtroppo all’ordine del giorno. Anche secondo i consueti dati rilasciati periodicamente da INAIL emerge una situazione particolarmente tragica. Proprio questo scenario ha reso indispensabile l’intervento governativo per tentare di arginare il fenomeno, anche responsabilizzando gli attori principali nell’ambito della sicurezza sul lavoro: i datori di lavoro. Questi ultimi, infatti, sono i protagonisti di un disegno di legge che arriverà a breve in Aula e che rappresenterà potenzialmente una enorme novità nell’ambito del D.Lgs. 81/08. Il disegno di legge prevede, sulla falsariga di quanto successo per l’omicidio stradale, la modifica del Codice Penale con l’introduzione di un nuovo reato: l’omicidio sul lavoro.

Cosa cambierebbe con l’introduzione dell’omicidio sul lavoro?

Come detto, il disegno di legge introdurrà l’omicidio sul lavoro all’interno del Codice Penale. All’atto pratico, questa introduzione si materializzerà attraverso cinque articoli specifici a riguardo. Nella fattispecie, tali articoli sono:

  • Art. 589-quater, sull’omicidio sul lavoro;
  • Art. 589-quinquies, relativo all’omicidio sul lavoro in relazione allo sfruttamento sul lavoro;
  • Art. 590-quinquies, circa le lesioni sul lavoro gravi o gravissime;
  • Art. 590-sexies, riguardante le lesioni personali sul lavoro gravi o gravissime in relazione allo sfruttamento sul lavoro;
  • Art. 590-septies, contenente la definizione di lavoratore e la definizione di datore di lavoro.

Il disegno di legge prevede un inasprimento delle sanzioni previste dal D.Lgs. 81/08, qualora sia riconosciuta una colpevole violazione del Testo Unico da parte dei datori di lavoro. Tra le diverse nuove sanzioni si prevedono:

  • Da due a sette anni di reclusione per chi causi la morte di una persona con violazione delle norme sugli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali;
  • Da 8 a 12 anni se un lavoratore muore in un’azienda che non ha effettuato la valutazione dei rischio, elaborato il DVR o non ha nominato un RSPP;
  • Tra i 5 a 10 anni per chi metta a disposizione dei lavoratori attrezzature che non siano conformi a quanto previsto dalla normativa.

S.G.I. accompagna le imprese in tutto il percorso di Valutazione dei Rischi fino alla redazione del DVR. Inoltre, si effettuano con staff interno e strumentazioni proprie anche analisi e valutazioni strumentali e di rischi specifici (ad esempio, Valutazione Microclima, Esposizione a Rumore e Vibrazione, Agenti fisici o biologici, etc.). Per ulteriori informazioni o chiarimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, contattateci all’indirizzo info@sistemigestioneintegrata.eu

 

 

 

 

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