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9 Ott 2017

Interferenti endocrini: giudizio negativo dal Parlamento Europeo

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L’utilizzo di prodotti interferenti endocrini è tema di stretta attualità nell’Unione Europea. Un recente studio ha infatti evidenziato che oltre un terzo della frutta e verdura prodotta nell’Unione è contaminata da questo tipo di sostanza, che può intaccare il sistema ormonale. La situazione risulta piuttosto grave nel nostro Paese, con il 23% di prodotti contaminati. Ora il Parlamento Europeo si è dovuto esprimere su una proposta della Commissione Europea per regolare tali prodotti chimici.

La decisione sui prodotti interferenti endocrini che farà discutere

Come detto, gli interferenti endocrini sono i prodotti chimici che possono avere effetti dannosi sul sistema ormonale e riproduttivo. Oltre che nel settore agricolo, dove sono contenuti prevalentemente nei pesticidi più comuni, i prodotti interferenti endocrini si ritrovano anche in molti beni di largo consumo. tra le principali sostanze di questo tipo, vi sono ad esempio:

  • Dietil-ftalato, che viene spesso usato come solvente nei prodotti di profumeria;
  • Bisfenolo A, solitamente usato nella produzione di materie plastiche;
  • Tetrabromobisfenolo A, utilizzato al fine di aumentare la resistenza termica delle plastiche spesso esposte a fonti di calore;
  • Triclosan, normalmente contenuto in prodotti per l’igiene personale. Sebbene considerato sicuro dalla Commissione, sempre più studi mettono in guardia dal suo impiego. Tra questi studi, alcuni evidenziano anche il rischio di tossicità epatica di questo prodotto;
  •  Ottil-metossicinnamato, normalmente contenuto in creme solari ed altri prodotti di protezione dai raggi UVB.

La proposta su cui il Parlamento Europeo si è espresso riguardava la possibile disciplina degli interferenti endocrini. Nella proposta erano contenuti dei criteri scientifici che avrebbero dovuto determinare quali sostanze sarebbero ricadute nella definizione di interferenti endocrini e di conseguenza vietate o limitate nel loro utilizzo. Tale proposta escludeva però i pesticidi che fossero appositamente progettati per agire sugli ormoni dei parassiti.

La proposta si è resa necessaria in quanto questi prodotti non sono attualmente considerati pericolosi in base alle comuni definizioni di tossicità e cancerogenicità. Pertanto, c’è il rischio che tali sostanze possano sfuggire alle norme europee sull’utilizzo e l’etichettatura delle sostanze pericolose. Tuttavia, il Parlamento Europeo ha giudicato questa proposta non valida e l’ha per il momento rigettata, prescrivendo alla Commissione l’elaborazione di un nuovo Testo in materia.

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